La nube islandese. Superata l'emergenza nei cieli: oggi sarà garantita la totalità dei collegamenti. L'Europa riprende quota
Cento per cento. Il climax dei voli effettuati oggi raggiungerà il picco massimo, secondo quanto riferito ieri da Eurocontrol. Dopo il 20,2% di domenica, il 30% di lunedì, il 46% di martedì e l'80% di ieri, il traffico aereo europeo torna alla normalità. O quasi. Le restrizioni, precisa Eurocontrol, sono limitate ad aeroporti finlandesi e del nord della Scozia, mentre le compagnie hanno registrato e prevedono alcuni ritardi dovuti alla congestione del traffico.
La nube del vulcano islandese e la chiusura degli spazi aerei è costata alle compagnie 1,26 miliardi di euro (1,7 miliardi di dollari), secondo un calcolo della Iata. Le società interessate rappresentano circa il 29% dell'aviazione mondiale, mentre i passeggeri rimasti a terra sono stati in media 1,2 milioni al giorno. Non avendo volato, ogni giorno le compagnie hanno speso 110 milioni di dollari in meno di carburante. Alla luce di questi numeri la Iata ha chiesto ai governi di valutare eventuali misure di compensazione per le perdite subite. Il direttore generale, Giovanni Bisignani ha rilevato che «la portata di questa crisi é superiore all'11 settembre».
Al lamento delle compagnie per ora la Commissione europea ha risposto che «le compensazioni che saranno eventualmente accordate saranno in funzione del rispetto degli obblighi verso i passeggeri». Così ha invitato al rispetto delle norme Ue visto il moltiplicarsi delle segnalazioni sui tentativi di aggirarle in relazione ai rimborsi del costo dei biglietti aerei non utilizzati a causa del blocco del traffico aereo; sta al passeggero scegliere se avere il rimborso (tasse di imbarco comprese) oppure essere coperto con un altro volo verso la destinazione prescelte. La causa di forza maggiore, ossia la nuvola di cenere provocata dall'eruzione del vulcano islandese, implica però che non ci sia il diritto a ottenere una compensazione per i danni subiti dal blocco dello spazio aereo.
Dopo aver causato molti miliardi di euro di danni all'economia, l'eruzione del vulcano islandese ha iniziato a ridurre la sua intensità. Ieri era diminuita dell'80% rispetto allo scorso fine settimana e anche lo spazio aereo svedese è stato gradualmente riaperto al traffico: sono tornati operativi gli scali di Stoccolma e quello di Goteborg. In Germania cinque su sedici e cioè Amburgo, Brema, Hannover, Berlino Tegel e Berlin Schoenefeld ieri sono stati riaperti al traffico mentre le autorità stanno valutando altre riaperture.
In Italia sono stati riaperti tutti gli aeroporti che hanno lamentato molti danni. A Orio al Serio, vicino Bergamo, la Sacbo, l'azienda che gestisce lo scalo, e i sindacati firmeranno un accordo per la cassa integrazione in deroga di 220 sui 360 lavoratori. «Questa procedura - spiegano dalla Sacbo - si è resa necessaria per coprire il vuoto di attività lavorativa nei giorni interessati dalla chiusura dello spazio aereo, fino alla ripresa della regolare programmazione dei voli». La Sacbo ha comunicato inoltre che i voli Ryanair riprenderanno regolarmente da questa mattina.












































