Roma capitale, Alemanno strappa 300 milioni
Un contributo che sarà strutturale, dal 2011 al 2046, e che servirà a ripianare le casse del Campidoglio. Ma è un risultato che, dopo trattative febbrili, fa discutere la politica. Sia per l'entità dei fondi stanziati, sia per le misure previste: per i romani, infatti, si prevedono nuove tasse e aumento delle tariffe. Oltre ad una bella dose di tagli alla spesa corrente. Si comincia dalla contestatissima tassa di soggiorno (fino ad un massimo di 10 euro a turista per ogni notte in albergo), che non piace neppure al ministro del Turismo Michela Brambilla: «Sono assolutamente contraria, le imprese alberghiere sono già in sofferenza».
Sui 300 milioni del governo, comunque, Alemanno parla di «una vittoria, perché Roma è l'unico Comune che riceve qualcosa in un periodo di tagli». L'opposizione, invece, attacca: «La manovra è una stangata di Tremonti e della Lega sulla Capitale», sostiene Francesco Rutelli, ex sindaco e leader di Api. E il presidente della Provincia Nicola Zingaretti (Pd) aggiunge: «Dopo due anni di annunci, questo è il risultato: meno soldi per Roma, più tasse per i romani».
All'appello, rispetto alle richieste iniziali del Comune, mancano 200 milioni. E quei soldi, secondo lo stesso Alemanno, arriveranno «attraverso tagli alla spesa, cominciando dai Cda delle municipalizzate ma tenendo fuori la spesa sociale, e poi da tasse e altri interventi». Già, ma quali? Sicuramente, aggiunge il sindaco, «ci sarà la tassa aeroportuale, che vuole inserire il governo». Si parla di un euro a passeggero che transita, in entrata o in uscita, da Fiumicino o da Ciampino. Ma, allo studio, ci sono altre ipotesi: aumento dell'Ici sulle seconde case sfitte, aumento sull'imposta sui rifiuti, sull'occupazione di suolo pubblico, sulle affissioni pubblicitarie, sull'addizionale Irpef, sull'accisa per l'elettricità.
Secondo un calcolo di Adusbef e Federconsumatori, un dipendente pubblico, di reddito medio, si vedrà «erodere» 1.570 euro in un anno, tra blocco degli stipendi e tasse varie: se ne va, cioè, la tredicesima di Natale. Ma anche i turisti dovranno contribuire: «Ogni giorno - spiega Alemanno - facciamo manutenzione delle strade, pulizia e sicurezza anche per chi viene a Roma in visita. La presenza dei turisti contribuisce a squilibrare i conti del bilancio». In molti, però, sono contro la tassa di soggiorno: Federalberghi (pronta ad azioni di protesta), la Brambilla, l'opposizione, addirittura pezzi della maggioranza capitolina. Alemanno non si scompone: «Ma non colpisce i cittadini romani. E sulle imprese alberghiere inciderà pochissimo: 10 euro si pagherà solo nelle strutture di extralusso, per un hotel a quattro stelle il contributo potrebbe essere di un euro».
E il pedaggio sul Gra? «È escluso, come l'aumento ai caselli autostradali». Berlusconi e Tremonti hanno attaccato il centrosinistra: «Il caso Roma è dovuto alle rovinose gestioni precedenti». Replica Marco Causi (Pd): «I nostri buchi sono gli scavi delle metropolitane». Di Ernesto Menicucci -- Fonte: Corriere della Sera - Ed. nazionale












































