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Piano di Bruxelles per il rilancio del settore turistico
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Sviluppo. Oggi la comunicazione di Tajani. LA STRATEGIA Un marchio comune Ue e politiche nazionali coordinate per evitare sprechi di risorse e far ripartire il comparto

BRUXELLES. Dal nostro inviato

Un marchio europeo a garanzia del turismo di qualità, un marchio che serva a completare gli sforzi dei singoli Stati membri per promuovere un settore che può dare un forte contributo al rilancio della crescita economica del'Ue. Tuttora asfittica, soprattutto se paragonata a quella di Stati Uniti e Asia.

È questa una delle idee alle quali sta lavorando il commissario Ue all'Industria Antonio Tajani, che oggi a Bruxelles presenterà, in una comunicazione, una panoramica approfondita del settore in vistadell'elaborazione di un vero e proprio piano d'azione, che vedrà la luce in novembre. Tutto questo grazie ainuovi poteri, riconosciuti a Bruxelles dal Trattato di Lisbona, che affidano alla Commissione Ue compiti dicoordinamento e completamento delle varie politiche nazionali. Oggi non esiste un mercato europeo del turismo. I singoli paesi dell'Ue procedono da sempre a ranghi sciolti,anche tagliando, se del caso, l'erba otto i piedi del partner vicino. Secondo Tajani, invece, l'enorme ricchezzadel patrimonio naturale e culturale europeo combinata con la crescente aggressività della concorrenza tral'altro asiatica, deve indurre l'Unione a serrare i ranghi per immettere sul mercato globale un'offerta di prodottisempre più coerente e attraente, un turismo sempre più moderno, responsabile e durevole, un turismoinsomma di qualità, tecnologicamente avanzato nel rapporto con il cliente e in linea con i nuovi imperatividella tutela dell'ambiente, del risparmio energetico, della salvaguardia della scarsità delle risorse, acqua intesta, della biodiversità.

Il potenziale del settore è enorme se già oggi, con un'offerta frammentata e scoordinata, l'Europa comunitaria attira il 40% del turismo mondiale, qualcosa come 353 milioni di persone all'anno. Il che ne fa laprima destinazione turistica del pianeta. Il 73% di quel 40% è fatto da movimenti intra-comunitari. Con 1,8milioni di imprese, essenzialmente medio-piccole, il settore occupa 9,7 milioni di persone (5,2% del totale) econtribuisce alla formazione del 5% del Pil comunitario. Nel 2008 il settore ha fatturato circa 266 miliardi anche se poi, con l'arrivo della grande crisi economicofinanziaria,ha pagato come tutti un prezzo molto alto: un taglio del 5,6% della domanda. Con la crescita europea che quest'anno si aggirerà sull'1%, la persistente incertezza sui mercati finanziari e la crisi di fiduciadilagante, anche le prospettive del 2010 non si annunciano delle più brillanti. Per questo Tajani, che il 9 luglio presenterà la sua iniziativa a Roma insieme al ministro Michela Brambilla, intende mobilitare la massa critica dell'Europa per procrare ossigeno aggiuntivo a un'industria dalle molte promesse. In piena sintonia, tra l'altro,con la strategia Eu2020 per il rilancio di crescita e occupazione nella Ue.

A parte il marchio europeo di qualità, Tajani intende costruire il suo piano d'azione sulla valorizzazione didiversi filoni turistici: da quello culturale come la "via francigena", a quelli religiosi, naturalistici, marittimi, etc.per finire con il business della salute e delle terme. Il tutto senza trascurare,in un'Europa che invecchia, quelgrande serbatoio di domanda che sono gli anziani, visto il potere d'acquisto e il tempo libero di cuidispongono, tra l'altro fuori delle punte di affollamento stagionele. Competitività, integrazione, formazione delpersonale e strumenti finanziari adeguati i 4 strumenti con i quali conta di realizzare la nuova politica euopea. Di Adriana Cerretelli  -- Fonte: Il Sole 24 Ore Pag. 21