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Ministro Brambilla:«Il peggio è passato: ecco come l'Italia è tornata locomotiva del turismo europeo»
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ROMA - Il clima è quello da peggio passato all'auditorium dell'Ara Pacis di Roma. Il turismo italiano si rialza e l'Enit, l'agenzia nazionale del turismo presieduta da Matteo Marzotto e diretta da Paolo Rubini, celebra i nuovi strumenti di marketing e comunicazione: un logo rinnovato, un video

istituzionale e soprattutto una fiera cibernetica, il «Virtual travel market», che l'Italia è il primo paese al mondo a proporre. Un salone in tutto e per tutto come quello «fisico», dove si incontreranno gli addetti ai lavori del mercato del turismo, ma che si svolgerà in rete due volte l'anno («dal 21 al 31 marzo e dal 10 al 21 ottobre», dà le date 2011 Marzotto) con enormi risparmi energetici ed economici e la possibilità di raggiungere un numero più ampio di interlocutori in tutto il mondo.

Accanto a Marzotto, anzi a lui abbracciata sul palco dell'Ara Pacis, il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, con cui parliamo di tutte queste novità. Ministro Brambilla, il motto è: turismo, si cambia? «Certamente, gli scenari internazionali e tecnologici sono mutati e ho voluto dare a Enit sin dall'inizio del mio mandato un forte accento in termini di cambiamento, che Marzotto ha saputo interpretare. E il "virtual travel market" è la massima espressione di ciò. Noi siamo i precursori, ma sono sicura che sarà un prototipo per tutti gli altri Paesi». L'Italia di nuovo capofila del turismo mondiale? «Ci sono molti segnali del fatto che l'Italia sia tornata ad avere un ruolo determinante nel panorama turistico internazionale: innanzitutto la scorsa settimana è iniziato il biennio di presidenza italiana dell'Omt, l'Onu del turismo mondiale. Poi c'è l'aumento di arrivi turistici nel primo semestre 2010 che ha fatto registrare per l'Italia un più 5,3 per cento in un contesto europeo che non ha superato il più 2. L'Italia ha ritrovato competitività, anche perché torna a promuoversi, a parlare al mondo col suo brand Italia, che è il marchio più conosciuto al mondo».

Un brand un po' trascurato negli ultimi anni, no? «Sì, è stato per troppi anni incomprensibilmente lasciato da parte. Il nuovo marchio vuole essere un ombrello sotto il quale si ritrova la valorizzazione dei singoli territori. Ha una grafica e un marketing che evidenziano e trasmettono tutte le caratteristiche per le quali siamo noti nel mondo: stile, raffinatezza, eleganza, storia». Però solo un marchio non basta... «Dobbiamo proporre nuovi prodotti che si adeguino a un mercato che sceglie per motivazione: oggi il turista decide prima che cosa vuole fare in vacanza e poi dove farlo. Promuoviamo un turismo dell'arte e della cultura che lavori anche sulle città più piccole, un turismo della natura, del golf, dell'enogastronomia, religioso, congressuale. Prodotti non stagionali che attraggano turisti del mondo in quasi tutti i periodi dell'anno. L'Italia è il primo Paese nell'immaginario internazionale del turista. Ma certo non possiamo vivere di rendita».

Il Giornale - Ed. nazionale Pag. 12