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Pronto un piano d'azione per rilanciare il turismo
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LE INIZIATIVE Formazione continua, innovazione e sostegno all'immagine della destinazione Europa soprattutto nei Bric

Oggi la Commissione europea riunisce a Malta i principali attori dell'industria del turismo, convocati per un Forum di alto livello sulle prospettive di sviluppo del settore. Meno di dieci mesi fa, assumendo il mandato di vicepresidente della Commissione europea con delega all'Industria, ho ricevuto anche l'incarico, del tutto nuovo e specifico, della politica europea del turismo.

L'enorme potenziale di questo comparto strategico, in gran parte inespresso, è stato fonte di un forte e costante impegno per me e per i miei collaboratori. A fine giugno, dopo pochi mesi di intenso lavoro, siamo riusciti a presentare la Comunicazione: «Europa prima destinazione del mondo. Un nuovo quadro politico per il turismo». Prima e dopo l'adozione di questo importante documento, abbiamo continuato a raccogliere proposte e suggerimenti per arricchire la nostra azione, grazie ad innumerevoli incontri con gli Stati membri e con gli operatori del settore. Ed oggi a Malta, nel corso del Forum, lanceremo un vasto piano d'azione per dare una piena ed efficace implementazione alla Comunicazione sulla politica del turismo.

Mi limito a citare solo alcune delle tante iniziative previste. La creazione di un'apposita piattaforma per le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni applicate al turismo. Sarà formata dagli operatori del settore, per facilitare l'adattamento delle imprese all'evoluzione delle nuove tecnologie dell'informazione. Di pari passo occorre migliorare le competenze professionali degli operatori, dando maggiore visibilità, innanzitutto, ai programmi comunitari per la formazione continua. Inoltre, stiamo lavorando all'istituzione di un Osservatorio virtuale del turismo europeo che ci aiuterà ad approfondire la conoscenza socio-economica del settore. Già quest'anno abbiamo lanciato un bando per la promozione di progetti di ricerca sul turismo, sviluppati e realizzati dalle reti degli istituti di ricerca. Ma intendiamo anche sviluppare un marchio europeo di qualità, il quale renderà riconoscibili i prodotti e i servizi turistici di eccellenza, rafforzando la fiducia dei consumatori e ricompensando gli operatori che si sono impegnati con successo in tale direzione.

Si tratta di una delle iniziative nel contesto, più ampio, dello sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità, tra cui la promozione di una Carta europea del turismo sostenibile e responsabile. Occorre, infine, rafforzare l'immagine della destinazione Europa nel mondo, sfruttando il potenziale del portale visiteurope.com, ma non solo. A tal riguardo, abbiamo avviato regolari e proficui contatti con le autorità cinesi per individuare ambiti di cooperazione in materia di turismo. Abbiamo già ottenuto un primo, significativo, risultato: il 6 novembre abbiamo sottoscritto un protocollo d'intesa tra la rete delle regioni europee Necstour e l'Accademia del Turismo cinese per l'avvio di politiche turistiche comuni.

Le cifre sugli arrivi internazionali nel primo semestre del 2010 indicano una vigorosa ripresa per l'intero comparto turistico europeo. I numeri parlano chiaro: sono in forte aumento gli arrivi da Brasile (+46%), Cina (+19%) e Russia (+18%) rispetto allo stesso periodo del 2009. Sono proprio i visitatori dei cosiddetti paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina), la nuova, imperdibile, opportunità che dobbiamo cogliere per rafforzare la competitività del turismo europeo. Cito un altro trend, di per sé più che eloquente. Secondo un recente studio, già oggi i nostri visitatori asiatici sono il 38% del totale (contro il 57% delle Americhe). Ma non basta: gli asiatici sono destinati a diventare il 47% nel 2020, azzerando il primato delle Americhe, la cui quota scenderà al 48%. In altre parole, entro dieci anni su due turisti che accoglieremo, uno dei due verrà dall'Asia.
L'incremento esponenziale dei visitatori dall'Oriente, sarà una rivoluzione copernicana per i nostri operatori

che, sino ad oggi, erano abituati a volgere lo sguardo maggiormente ad ovest, oltre la sponda dell'Atlantico.

Una soluzione è la facilitazione dei visti a scopo turistico, in particolare per favorire gruppi e comitive organizzate. Al momento stiamo lavorando anche su tale fronte che, come sappiamo, comporta implicazioni  in materia di sicurezza. Credo che un'efficace soluzione consista nel rilascio di un'unica "visa" al capo-gruppo che, assumendosi la responsabilità per i compagni di viaggio iscritti in lista, ci aiuterà a snellire le lungaggini burocratiche che ostacolano la crescita del turismo in Europa.

L'ascesa dei ceti medi - o per meglio dire di una vera e propria classe "borghese" - nelle economie emergenti è quindi una sfida aperta che dobbiamo  intercettare e vincere per rafforzare la nostra leadership come prima destinazione mondiale. -- Di Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e il Turismo  -- Fonte:
Il Sole 24 Ore Pag. 26