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In aumento i viaggi di istruzione all’estero, ma cala il fatturato
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Nell’anno scolastico 2009/2010 circa 1,3 milioni di studenti degli istituti superiori di secondo grado hanno effettuato un viaggio d’istruzione, generando un fatturato complessivo di 340 milioni di euro, in calo del 9% rispetto allo scorso anno.

Questo è quanto emerge dall’Osservatorio sul Turismo Scolastico curato del Centro Studi del Touring Club Italiano e presentato in occasione della quarta edizione del Festival del turismo scolastico tenutosi a Benevento lo scorso ottobre.

Secondo l’indagine, fermo restando una certa stabilità nel numero di partecipanti rispetto allo scorso anno, il calo del business sarebbe imputabile ad una maggiore attenzione al costo del viaggio. La spesa pro-capite è infatti di 264 euro per studente (290 euro nell’A.S. 2008/2009), in particolare 174 euro per le gite in Italia, con una durata media di 2,7 giornate, e 354 euro per le gite all’estero, con 4,8 giorni di durata media.

La ricerca del prezzo più basso potrebbe orientare le scolaresche a scegliere mete nazionali, ma nella realtà si assiste al caso inverso: circa il 51,3% del totale delle gite monitorate, si è svolta all’estero, con in testa Berlino, Barcellona e Parigi. Il restante 43,7%, ha preferito l’Italia, in particolare Roma, Firenze e Verona.

La gita “itinerante” si conferma la più gettonata, quasi la metà dei viaggi, soprattutto all’estero, ha infatti toccato più di tre destinazioni. In linea con gli anni precedenti, le partenze si distribuiscono nel periodo primaverile, anche se si nota una lenta tendenza alla destagionalizzazione.

Sebbene la classica gita in pullman continua ad essere la preferita dalle scuole, perde punti negli anni, lasciando spazio all’utilizzo del trasporto aereo, soprattutto grazie allo sviluppo dei vettori low cost.

La tipologia di alloggio maggiormente utilizzata è l’hotel, seguita dall’ospitalità in famiglia, per le mete straniere, che, oltre a consentire il miglioramento della lingua straniera, risponde alla necessità nel contenimento dei costi. – Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo.it