Crescita - Si amplia il menu del Dl sugli incentivi industriali
All'Ice la regia dei fondi Ue per l'internazionalizzazione
Il decreto sulla riforma degli incentivi alle imprese, anticipato dal Sole 24 Ore del 19 aprile, si avvia a estendere il suo raggio di azione incamerando anche norme su internazionalizzazione, credito, innovazione digitale, infrastrutture, giustizia civile. Un decreto "omnibus" per dare un segnale sulla crescita. Sul tema sono impegnati diversi ministeri, dallo Sviluppo economico all'Economia.
Il titolare di via Veneto, Corrado Passera, pensa a irrobustire il decreto incentivi per dare maggiore visibilità al lavoro di rilancio dell'economia che finora non ha convinto le imprese. Il provvedimento a ogni modo arriverà dopo i decreti ministeriali sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, attesi per domani, e il successivo accordo tra Abi e associazioni imprenditoriali per lo sblocco di una prima tranche (probabilmente 10 miliardi cui ne seguirebbero altre due da 5 miliardi ciascuna).
Nel decreto incentivi dovrebbero trovare spazio anche le misure per l'internazionalizzazione che erano state inizialmente inserite in un disegno di legge approvato a Palazzo Chigi lo scorso 16 aprile. La nuova Ice potrà avere una dotazione organica di massimo 450 unità (dalle circa 600 attuali), ovvero 150 in più di quanto stabilito nel decreto 98 del 6 luglio 2011. Il rafforzamento dell'Ice dovrebbe passare anche dalla possibilità di coordinare i fondi europei gestiti a livello regionale: una sorta di "stazione appaltante" unica per rendere più efficiente la spesa. Proprio dal serbatoio dei fondi comunitari, tra l'altro, sono attese risorse per finanziare il decreto. Potrebbero esserci novità anche per l'Enit - l'Agenzia nazionale per il turismo all'estero -: si lavora in modo particolare all'integrazione con le reti diplomatiche all'estero sul modello di quanto già stabilito per la nuova Ice.
Il decreto potrebbe contenere anche misure per velocizzare ulteriormente i tempi della giustizia civile (l'obiettivo resta favorire l'attrazione di investimenti esteri) e per incentivare l'innovazione (anticipando almeno in parte il pacchetto per l'Agenda digitale). È invece il ministero dell'Economia a studiare misure specifiche per contrastare il «credit crunch». Confermato il riassetto degli incentivi con il credito di imposta per la ricerca ad ampio raggio («riservato a tutte le imprese che, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonché dal regime contabile adottato, effettuano investimenti in progetti di ricerca e sviluppo») e l'abrogazione di 40 norme statali. Nel piano Passera resta centrale, poi, l'accelerazione dei cantieri infrastrutturali per i quali nel complesso - ha detto il ministro di recente - sono in gioco risorse per 100 miliardi di euro. - Fonte: Il Sole 24 Ore (di C. Fo.)













































