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In montagna vette in crisi
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Secondo le stime di Trademark, quest'anno presenze e fatturato in calo del 10%. Più penalizzate Veneto e Lombardia. Il soggiorno medio è 5 giorni.

Estate in sofferenza per la montagna italiana. Il calo delle presenze si aggira attorno al 10%, con un fatturato tra il -10 e il -12%, secondo le stime dell'Osservatorio della Montagna curato da Trademark.

Una ricerca della società Jfc rileva un aumento di coppie (25-40 anni) con figli sotto i 10 anni, anziani attivi e piccoli gruppi di sportivi. Le presenze complessive a fine stagione toccheranno i 19 milioni (3,9 milioni gli arrivi) per un giro d'affari di 2,15 miliardi di euro. La congiuntura negativa contrae i budget di spesa e la durata delle vacanze degli italiani (4-5 giorni di media), che rappresentano il 70-80% delle presenze totali per l'estate in alta quota.

«Le aree più penalizzate - spiega Stefano Bonini, marketing manager di Trademark - risultano il Veneto el a Lombardia, meno accentuate invece le diminuzioni in Trentino e Piemonte. Le quote alpine e appenniniche piacciono a chi vuole fuggire dal caldo delle città roventi e dalla confusione delle località balneari». Rispetto allo scorso anno, agosto registra più last minute e la stagione in montagna è più corta. «Ci sono località come Madonna di Campiglio e Cortina - aggiunge Bonini - che hanno aperto a inizio luglio e chiuderanno già l'ultima settimana di questo mese». Se il traffico nazionale delude, le destinazioni montane rilanciano puntando sugli stranieri e su un'ampia offerta di turismo attivo.

Gli eventi dedicati al basket, al tennis e al calcio hanno sostenuto le presenze di luglio a Folgaria: «Un aumento del 2 o 3% - dice il direttore dell'Apt Stefano Tomasi - ma agosto è in ritardo». La Val Gardena ha accolto 19 mila persone a fine giugno per la giornata ciclistica e registra un aumento di svizzeri «grazie al cambio forte» dichiara il direttore del consorzio, Guenther Pitscheider. In Alto Adige il mercato italiano vale 2,2 milioni di arrivi estivi, ma «quest'anno - avverte il direttore marketing Christoph Engl - notiamo una forte ripresa di arrivi da Nord Europa, Germania, Svizzera e Benelux. Nel bimestre maggio-giugno abbiamo incrementato gli arrivi del 10% e le presenze del 5 per cento». Flessione del 3% per il comprensorio Dolomiti Paganella, che reagisce puntando sulla vacanza benessere nella natura, sugli eventi sportivi di respiro internazionale e sulla segmentazione dell'offerta ricettiva in club di prodotto.

In Valle d'Aosta (-15% il calo generale secondo gli albergatori regionali) Saint Vincent riqualifica: dopo la riapertura del Parc Hotel Billia (119 camere), primo traguardo di un progetto da 70 milioni, l'estate prossima sarà la volta del 5 stelle Grand Hotel Billia. A Courmayeur, nonostante previsioni in calo del 10%, lavorano apieno ritmo i rifugi per gli amanti del trekking. Cogne finanzia, con il ricavato della tassa di soggiorno, una carta sconti che prevede per questa estate l'uso gratuito dei mezzi pubblici. «Operazione da 40mila euro» spiega Gérard Filippo, presidente del consorzio locale, che stima un calo di presenze e fatturato del 10% per luglio e agosto. Trend analogo per il consorzio Rosengarten Latemar, che ha realizzato per l'estate un progetto dedicato alle famiglie e nel 2013 inaugurerà un planetario a San Valentino in Campo: «Rispondono bene gli appartamenti in affitto, pensioni e affittacamere, mentre hanno qualche problema in più gli alberghi di categoria medio-alta». Sui pacchetti famiglie, benessere e salute punta l'area vacanze di Tures e Aurina, in provincia di Bolzano, che segnala un generale -1% di presenze.

In Piemonte Ceresole Reale e Pragelato, che da quest'anno sono entrati nel consorzio delle Perle alpine (24 comuni che investono sulla mobilità sostenibile) assistono ad un +5% di prenotazioni, grazie al meteo favorevole di luglio, con exploit di richieste per le due settimane centrali di agosto e nei weekend. Il Parco Nazionale Gran Paradiso (90 anni quest'anno) si è dotato di un marchio di qualità e punta sul turismo sostenibile per attirare turisti. L'agenzia Turismo Fvg ha lanciato un sondaggio sulle prenotazioni di agosto e settembre per la montagna friulana: il 39,5% degli intervistati dichiara una situazione peggiore rispetto allo scorso anno. «Per fronteggiare la crisi - spiega l'assessore regionale Federica Seganti - gli albergatori hanno ribassato i prezzi, la regione ha lanciato la campagna "Vacanze a km zero" per trattenere i residenti e ha promosso un ricco programma di escursioni». Dario Colecchi, presidente Federturismo Abruzzo, spiega che nella sua regione «a soffrire è l'indotto, con una stima di calo del fatturato del 15 per cento. Fanno da traino i ritiri delle squadre calcistiche di serie A e B, i campionati di pattinaggio artistico, le corse podistiche e il ciclismo». - Fonte: Il Sole 24 Ore (di Laura Dominici)