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Espansione, mensile economico del quotidiano "Il Giornale" - Signori si riparte
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II Nordafrica è nel caos. Ma le rivoluzioni non fermano turisti e i tour operator. Libia a parte, per il momento

 I tumulti politici del Nord Africa sono costati finora circa 24 milioni di euro ai nostri tour operator, con un calo delle prenotazioni del 50%, esteso anche al periodo pasquale. Il settore delle crociere ha pagato il dazio maggiore: Costa ed Msc hanno annullato per tutto il 2011 gli scali nei principali porti nordafricani. La guerra in Libia si farà presto sentire anche nelle tasche dei turisti, che dovranno aggiungere al prezzo di catalogo un supplemento detto "adeguamento carburante" imposto dall'impennata del costo del petrolio. Fin qui le notizie negative. Quelle positive sono che da due mesi è possibile partire alla volta di Egitto e Tunisia: i «segnali di ripresa, anche in vista dell'estate, sono incoraggianti», ci dice Roberto Corbella, presidente di Astoi, associazione dei tour operator italiani. «Ci sono almeno due buone ragioni per andare in vacanza in Nord Africa, Libia esclusa», dice Corbella. «La prima è che questi Paesi offrono un ottimo rapporto qualità prezzo. La seconda è che il livello di accoglienza, dopo i cambi di regime, è molto elevato, considerato che si tratta di Stati che investiranno sempre di più nel turismo, tra le principali risorse della loro economia». «C'è poi un terzo motivo: l'opportunità di assistere in prima persona ai cambiamenti della storia. Sono stato recentemente al Cairo e ho respirato un'atmosfera molto simile a quella dell'immediato crollo del muro di Berlino, carica di entusiasmo e voglia di iniziare da capo». A dare manforte a questa tesi c'è anche la Farnesina che non sconsiglia più i viaggi in Tunisia ed Egitto, pur raccomandando prudenza per le visite nelle capitali e zone interne e suggerendo di spostarsi sempre al seguito dei tour operator e mai da soli. Almeno per ora.

EGITTO: SEMAFORO VERDE

L'Ente del turismo egiziano stima in 18 milioni di euro al giorno per tutto febbraio 2011 la perdita provocata al turismo dalla rivoluzione. Un settore che rappresenta 111% del pii di un Paese che offre sole e mare 12 mesi all'anno e che nel 2010 è stato visitato da 14 milioni di persone, dei quali un milione e 200mila erano italiani. «Vi chiediamo di superare questa cifra nel 2011», ha dichiarato il nuovo ministro degli Esteri, Mounir Fakhry Abdel Nour, rivolgendosi a una nostra delegazione. «L'Italia è per noi il quarto mercato di riferimento». «Già in marzo abbiamo assistito a un incremento del 23% degli arrivi e siamo certi che nella stagione estiva ci saranno ulteriori aumenti", aggiunge Mohamed Abdel Gabbar, direttore dell'ente del turismo egiziano in Italia. "Musei e siti archeologici sono aperti, la vita scorre regolarmente". "Gli hotel del Cairo e delle coste non hanno subito nessun danno", conferma Corbella di Astoi. Una ripresa per questa meta è prevista anche da Gino Andreetta, direttore generale Club Med Italia, gruppo con 60 anni di esperienza e presente in 35 Paesi con 80 resort. «La rivoluzione non ci ha colto impreparati: abbiamo immediatamente rimpatriato tutti i clienti. Ora la situazione è priva di rischi e da sempre le nostre strutture sono sicure, presentano il massimo dell'igiene e personale medico qualificato». Parla di «rientro alla normalità e ottimismo per la stagione estiva» anche Walter David, direttore generale sales&marketing del Domina Coral Bay di Sharm el Sheikh, di proprietà del finanziere Ernesto Preatoni, che a febbraio ha registrato «un calo dell'80% delle prenotazioni». Tuttavia, l'ambasciata italiana al Cairo, dichiara, in risposta a una nostra richiesta d'intervista, che «in ragione della volatilità della situazione nel Paese e dell'insicurezza generale della regione nordafricana e mediorientale, non è al momento possibile fare previsioni sulla ripresa del turismo». Il che fa supporre che per stilare delle stime e prenotare una vacanza, quest'estate, come non mai, bisognerà aspettare l'ultimissimo minuto.

AL CAIROSI RESPIRA LA STESSA ARIA DI BERLINO AL TEMPO DELLA CADUTA DEL MURO

TUNISIA: SEMAFORO GIALLO

Quanto ai prezzi, non facciamoci illusioni. Non diminuiranno per incentivare il flusso turistico in Nord Africa. Tutti i tour operator che abbiamo interpellato hanno escluso un abbassamento delle tariffe, ritenute già a buon mercato (dai 700 ai 1.800 euro, per una settimana ali inclusive), andrebbe a discapito della qualità. Fa eccezione - e sconti - Eden Viaggi che quest'anno propone la formula Bambino gratuito, proprio per sostenere le destinazioni di Egitto e Tunisia. Sono circa 400mila gli italiani che ogni anno visitano la Tunisia, coprendo il 10% del traffico turistico europeo verso il Paese (terzi, per afflusso, dopo francesi e tedeschi). Tra gennaio e febbraio le nostre prenotazioni sono calate del 30% (con 7.500 passeggeri in meno). «Presto recupereremo», dichiara Mustapha Nasri, direttore per l'Italia dell'ente del turismo tunisino. «Il nostro obbiettivo per i prossimi 5 anni è di far crescere di minimo il 5% gli arrivi dallo Stivale. Gli alberghi di Tunisi e della costa, quasi tutti a 4 e 5 stelle, sono stati riaperti e lavorano a pieno ritmo. La nuova Tunisia punta molto sul turismo. Sta già investendo nel lancio di strutture ricettive nella zona Ovest, ricca di natura e cultura, che offriranno proposte più originali e di nicchia e meno standardizzate». «I nostri hotel hanno ricominciato a lavorare il 14 febbraio, giorno di San Valentino, quando la Farnesina ha rivisto le proprie indicazioni che sconsigliavano il nostro Paese. Le partenze sono riprese il 28», spiega Angelo Cartelli, direttore marketing e commerciale Eden Viaggi, tour operator presente in Tunisia con 3 villaggi balneari. «Confermiamo che chi è in procinto di partire dall'Italia è entusiasta e coloro che sono già rientrati stanno lasciando sulle nostre pagine web commenti molto positivi». Tuttavia, il nostro ministero degli Esteri, sul sito Viaggiare sicuri, pur parlando di «contesto generale di sicurezza in tutto il territorio», sottolinea la presenza dello «stato di emergenza» e sconsiglia visite nelle zone interne. A complicare non poco l'imminente stagione turistica in Tunisia intervengono anche i rapporti diplomatici con l'Italia: Confturismo ha minacciato il boicottaggio della destinazione, tramite pressioni sui tour operator associati, se il Paese non collaborerà per risolvere il problema dei clandestini.

LIBIA: SEMAFORO ROSSO

La guerra civile non ha prodotto forti conseguenze sul turismo locale, settore sottosviluppato, con scarse infrastrutture e accessi condizionati dai visti. Finora, poche migliaia di visitatori italiani hanno optato, ogni anno, per una vacanza in Libia. «Appassionati di archeologia, persone alla ricerca di avventura e con grande spirito di adattamento», spiega Enrico Ducrot, amministratore delegato di Viaggi dell'Elefante, che offriva soggiorni nel deserto con tre campi fìssi. «Il flusso turistico dall'Italia alla Libia ha rappresentato al massimo il 4% del nostro fatturato». Cifra in linea con la media del 2% (pari a un milione di euro annui) dichiarata da Turisanda, marchio di Hotelplan; tuttavia i tumulti bellici hanno causato al brand una flessione del 40% del volume d'affari, nei mesi di febbraio e marzo, cui si aggiunge un calo di circa il 20% per l'area del Mar Rosso, nello stesso periodo. «Senza contare», aggiunge Barbara Paganoni, medium haul manager Turisanda, «che abbiamo dovuto spostare in autunno tutte le prenotazioni di clienti che vogliono andare assolutamente in Libia e non scelgono mete alternative». In genere si tratta di visitatori colti, interessati a tour archeologici e disposti a pagare dai 1.530 ai 3.200 euro per una settimana, sostando in alloggi spesso privi di confort. «II 2011 sarà un anno difficile per il nostro comparto», ammette Paganoni, «tuttavia, meno negativo di quanto si possa pensare e sicuramente imprevedibile, perché vincerà la logica del last minute». Quel che è certo è che le conseguenze della no fly zone si sono riversate anche sull'economia turistica dei Paesi confinanti, con danni al settore incentive. «I viaggi di aprile e maggio sono stati in gran parte sospesi o confermati all'ultimo momento», spiega Alessandro Rosso, a capo dell'omonima agenzia di incentive, che si augura che a settembre «tutto torni alla normalità». «Le vicende del Nord Africa andranno a beneficio di maggiori partenze per Kenya, Grecia, Spagna e Portogallo, mete che consigliamo alla nostra clientela», conclude Barbara Paganoni, che esclude, anche per questo 2011 problematico, «offerte sotto costo, in nessuna zona del mondo».

MAROCCO: SEMAFORO VERDE

  Nessun disordine politico in Marocco, né partenze sconsigliate da parte del nostro ministero degli Esteri, che parla di «situazione generale di sicurezza», raccomandando prudenza a Casablanca (per atti di microcriminalità). Eppure anche il Paese ha risentito della crisi nordafricana. «Allo scoppiare dei tumulti in Tunisia, Egitto e poi Libia, molti tour operator hanno immediatamente scelto la nostra destinazione», racconta Jazia Santissi, a capo dell'ente del turismo marocchino in Italia. «Abbiamo dovuto rassicurare i tanti turisti italiani che si sono rivolti a noi per avere notizie e certezze. Ora però in molti tendono a considerare il Marocco una meta a rischio, soltanto perché fa parte del Nord Africa. Ecco perché è diffìcile fare delle previsioni sulla stagione estiva». «La disinformazione e il terrorismo mediatìco stanno penalizzando il turismo di questo Stato», aggiunge Gino Andreetta di Club Med, ammettendo cali di prenotazioni negli ultimi tre mesi. «Continueremo a comunicare su stampa e radio che il nostro è un Paese sicuro, ideale per una vacanza all'insegna di storia e cultura», dichiara Jazia Santissi. Il Marocco sta inoltre investendo nell'offerta di soggiorni balneari, oltre che culturali. «Recentemente è stato lanciato il Piano azzurro: un comprensorio di strutture alberghiere lungo le coste», spiega il presidente di Astoi, Roberto Corbella. «I prezzi, però, non saranno così convenienti come in Egitto e Tunisia».

PER UNA SETTIMANALI INCLUSIVE SI SPENDONO TRA 700 E 1.800 EURO

TURISMO NELLA STORIA

Per Roberto Corbella, presidente dell'associazione dei tour operator italiani, andare in Maghreb è un modo per assistere in prima persona a una svolta epocale.


VACANZE SICURE

Partire informati

ESTATE IN NORD AFRICA - Sarà possibile trascorrere una piacevole estate nelle località balneari di Egitto e Tunisia. Il nostro ministero degli Esteri consiglia, comunque, prudenza per le visite nelle principali città interessate dai movimenti di protesta (II Cairo, Suez, Alessandria e Ismailia in Egitto) e nelle zone interne e suggerisce di spostarsi sempre al seguito dei tour operator e mai da soli. Nessuna raccomandazione particolare per il Marocco, se non per la microcriminalità di Casablanca e le zone di frontiera con Mali e Mauritania. Quelle del 2011 saranno secondo i tour operator vacanze all'insegna del last minute: la gente deciderà all'ultimo momento, in base all'evolversi della guerra nordafricana. I prezzi non caleranno e ogni viaggio sarà gravato da un "supplemento carburante" a causa dell'aumento del prezzo del petrolio. • MEDIO ORIENTE A RISCHIO - Massima prudenza per chi decide di recarsi in Siria. La Farnesina chiede di segnalare sempre la propria presenza all'Ambasciata d'Italia a Damasco, di concordare gli itinerari con la propria agenzia, d'intesa con la guida di riferimento locale, alla luce degli sviluppi della situazione politica e di evitare le aree vicino alle moschee, dopo la preghiera del venerdì. Stesse indicazioni per la Giordania. Permangono tensioni in Israele al confine con il Libano, ma è possibile viaggiare in questi Paesi. È "vivamente sconsigliato", pervia dei violenti scontri, andare nello Yemen, isola di Socotra. Ai connazionali presenti nel territorio è stato chiesto di lasciare immediatamente lo Stato. 
• PARTIRE INFORMATI - Si chiama Viaggiare sicuri www.viaggiaresicuri.it il sito della Farnesina, gestito in collaborazione con l'Aci e continuamente aggiornato, che mette a disposizione del cittadino informazioni di carattere generale sui Paesi esteri, comprese quelle relative alla situazione di sicurezza. Dovesiamonelmondo.it permette invece agli italiani che si recano temporaneamente all'estero di segnalare i propri dati personali, per consentire all'Unità di crisi del ministero, di pianificare con maggiore rapidità e precisione gli eventuali interventi di soccorso.

• METE ALTERNATIVE - Grecia, Spagna e Portogallo. Queste le mete a medio raggio che secondo i tour operator italiani saranno più gettonate in estate da chi non vuole rischiare di recarsi in Nord Africa. Tra le destinazioni più lontane si prevede una forte richiesta di Kenya, Maldive, Thailandia, Oceano Indiano, Usa e Sud America. Gino Andreetta, direttore generale Club Med Italia, suggerisce, per convenienza di rapporto qualità-prezzo, viaggi a lungo raggio. -- di Francesca Romana Di Biagio

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