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Consumers' Magazine - Il nuovo codice è un'occasione mancata
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"Il grave errore è stato quello di non coinvolgere, nel dibattito sul testo, gli attori del settore: le regioni, le associazioni di categoria e i consumatori". Ne è convinto Roberto Corbella, presidente dell'Associazione tour operator italiani.

Il nuovo Codice del turismo ha lasciato l'amaro in bocca non solo ai consumatori. Anche gli addetti ai lavori sostanzialmente non ne sono soddisfatti. "Si poteva fare decisamente meglio" sostiene il presidente dell'Associazione tour operator italiani, Roberto Corbella.

Ora cosa cambierà nel settore dei viaggi organizzati?

L’unica particolarità che merita una segnalazione è la novità sugli acquisti on line. Una volta chi comprava “spacchettato” sui siti Internet non aveva le tesse garanzie rispetto a chi acquistava un pacchetto organizzato. Ora si hanno le stesse tutele. Un fatto sicuramente positivo per tutti i cittadini.

Ci sono, invece, aspetti che vi lasciano perplessi?

Certo. Abbiamo identificato una serie di aree di criticità della nuova normativa. Ad esempio, si fa riferimento a standard qualitativi. Ma quali siano questi standard non è chiarito da nessuna parte e il rischio è di alimentare i contenziosi.

Avevamo sottolineato questo aspetto e, quindi, suggerito formule più chiare. C’è poi la questione dell’indicazione del vettore. I vettori di linea lavorano spesso in operazioni di poll, di grandi alleanze e quindi chi acquista un biglietto di una compagnia potrebbe facilmente ritrovarsi in una diversa compagnia dello stesso gruppo.

Ad esempio, si parte con un vettore e si torna con un altro. L’indicazione richiesta rischia quindi di essere una promessa fuorviante e che non sarà sempre possibile rispettare. Anche questo poteva essere evitato. Ma la nostra critica maggiore va al famoso “fondo di garanzia” rimasto quello che era, cioè assolutamente inadeguato e incapiente.

Avevamo proposto di inserire nel Codice del turismo un disegno di legge, ora in Parlamento, che avrebbe protetto tutti i viaggiatori indistintamente e soprattutto avrebbe coperto anche nei casi di possibile fallimento, di insolvenze di qualsiasi componente della filiera. Approvato a firma di una ventina di deputati tutti della maggioranza non si è capito perché non l’abbiano inserito nel codice, visto che rappresentava una grande occasione. Purtroppo è rimasta una possibilità che per noi è risolutiva del problema: le polizze facoltative.

Dunque, queste polizze ci sono sempre state e ci sono tuttora, e il passeggero le può acquistare presso la maggior parte dei tour operator, ma queste coprono oltre le emergenze sanitarie, gli smarrimenti di bagagli, le cancellazioni in caso di emergenze o calamità, ma non rispetto alle situazioni di insolvenza o fallimento di uno o più componenti la filiera.

Siamo di fronte, quindi, a norme di cui sono più evidenti i limiti?

Il Codice ha soprattutto il limite di essere partito senza un dibattito chiaro con gli attori del settore: le regioni che hanno la delega per il turismo, le associazioni di categoria e di consumatori. È stato scritto da qualcuno che si è sentito molto "illuminato", è stato poi in qualche modo modificato, grazie anche alle nostre pressioni, ma solo in parte si è riusciti a correggerlo. Credo perciò che ci troviamo di fronte a una vera e propria occasione mancata. Sarebbe stato necessario fare più chiarezza, adeguarsi alle nuove tecnologie, alle nuove esigenze. Forse ci si poteva mettere un mese in più, ma farlo meglio. Ora temo che nella sua applicazione alcune realtà, come le regioni, non lo “subiranno” così com’ è e questo porterà a ricorsi e a problematiche di diverso tipo.

Si sono da poco avviate le procedure di conciliazione paritetica tra gli associati Astoi e Consumatori: qual è il suo primo giudizio?

Sicuramente buono. Anche altre associazioni hanno chiesto di aderire al protocollo e questo rappresenta un ottimo segnale. La maggior parte dei nostri soci ha accolto poi la richiesta in modo positivo. Fino a poco tempo fa ci trovavamo di fronte ad un consumatore “sofferente” che poteva rivolgersi solo alle associazioni di consumatori, ora c’è un’apertura anche da parte degli operatori.

I primi casi registrati hanno portato alcune volte alla conciliazione, altre hanno rimandato all’associazione per questioni più complesse. Operatori e rappresentanti dei consumatori hanno seguito dei corsi di formazione per diventare conciliatori. Un dialogo quindi che prosegue bene, senza dimenticare comunque che il primo obiettivo deve essere quello di prevenire piuttosto che risolvere a posteriori le controversie.

Bisogna lavorare, specialmente in questo periodo su campagne di informazione ad hoc. Il decalogo del turista che abbiamo realizzato, ad esempio, recita: domanda tutto prima di partire, quando acquisti qualcosa documentati, cerca di capire bene dove stai andando in vacanza, comunica al meglio le tue esigenze perché non tutti i consumatori hanno le stesse aspettative.

C’è chi vuole il sole, il mare, chi preferisce l’arte o la buona cucina. Diamo almeno un ordine prioritario in modo che l’addetto ai lavori possa consigliarci la formula per noi più giusta. Prima cosa è quindi scegliere bene. Se qualcosa poi va storto sollevare subito la lamentela, perché quasi sempre l’operatore è in grado di risolvere la questione sul posto. Laddove dovesse esserci ancora un problema irrisolto al rientro bisogna tempestivamente rivolgersi all’operatore. Si può accedere alla conciliazione e in tempi brevi rimanere soddisfatti, in modo da non rimpiangere le proprie vacanze.- di Angela Carta

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