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Turismo & attualità - Il grido di allarme di Astoi: difficile operare con le compagnie di linea
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I to di Astoi sono preoccupati per il loro rapporto e dialogo con i vettori di linea e sono alla ricerca di regole base comuni che facilitino il lavoro di entrambi. Una lettera inviata a oltre 50 compagnie per trovare un punto d'incontro. Ancora poche le risposte. Il che dimostra "la grande distanza che esiste tra il mondo delle compagnie aeree e l'industria di organizzatori di viaggi".

Insoddisfazione e preoccupazione: sono i sentimenti dei tour operator associati ad Astoi in relazione al loro rapporto e dialogo con i vettori di linea per la costruzione dei pacchetti di viaggi. Un'operazione sempre più difficile e sottoposta al rispetto di regole e richieste da parte delle compagnie che non facilitano il lavoro. Il portavoce di questa problematica è Andrea Mele, nella sua veste di responsabile del Gruppo Vettori di Linea creato in seno all'associazione, che spiega l'esigenza di trovare alcune norme base, condivise da vettori e tour operator, che consentano di sviluppare insieme il turismo organizzato con beneficio di entrambi.

"Oggi come oggi - afferma Andrea Mele - è davvero un compito difficile realizzare dei pacchetti di viaggi con le compagnie di linea per le tante regole e balzelli imposte dalle stesse. Per questo è necessario che Astoi, con il pieno appoggio di tutti i to associati, riesca a porre all'attenzione delle compagnie, e portare su un tavolo di discussione, questo tema". Ed è proprio in questa ottica che Astoi ha inviato prima dell'estate una lettera aperta a circa 50 compagnie, i to di Astoi sono preoccupati per il loro rapporto e dialogo con i vettori di linea e sono alla ricerca di regole base comuni che facilitino il lavoro di entrambi. Una lettera inviata a oltre 50 compagnie per trovare un punto d'incontro. Ancora poche le risposte. Il che dimostra "la grande distanza che esiste tra il mondo delle compagnie aeree e l'industria di organizzatori di viaggi" compresa Alitalia, evidenziando i punti critici che rendono sempre più ostico il lavoro di tour operating, sottoposto tra l'altro a precise norme di responsabilità (Codice del Consumo).

"Il nostro intento è quello di verificare la disponibilità al dialogo dei vettori per trovare delle regole ad hoc per il turismo organizzato che non possono essere le stesse della vendita dei biglietti al consumatore individuale. Vogliamo capire se i vettori sono ancora interessati a sviluppare il business turistico insieme a noi - incalza Mele. "E dalle loro risposte orienteremo anche le nostre scelte commerciali". La risposta delle compagnie all'appello di Astoi, al momento, non è ancora entusiasmante. "Alla nostra lettera afferma infatti Mele - hanno risposto in pochi, meno di 10 su 50 lettere inviate, il che dimostra la grande distanza che esiste, con le dovute distinzioni ed eccezioni, tra il mondo delle compagnie aeree e la nostra industria di organizzatori di viaggi. Colgo, comunque, I'occasione per ringraziare chi ha prontamente risposto ed informare che presto faremo seguito alle loro osservazioni. Certamente non demordiamo e con tenacia, forti della correttezza e validità delle nostre proposte, andremo avanti nel cercare di ottenere, con le compagnie interessate, dei risultati utili per il lavoro di tutti i nostri soci". 

Ma quali sono i "punti critici" principali evidenziati da Astoi alle compagnie? Si tratta della tempistica con cui gli operatori ricevono le tariffe dedicate dalle compagnie; la questione supplemento carburante; l'emissione anticipata del biglietto aereo e, in caso di sconsiglio, il rimborso del biglietto anche da parte dei vettori. "Nel primo caso - ancora Mele - è chiaro che i tour operator debbano ricevere le tariffe aeree con un certo anticipo sulla stagione per creare il  pacchetto da mettere in catalogo. Le tariffe dedicate ai to sono una cosa, eventuali promozioni sono altre. Un problema serio è inoltre rappresentato dall'aumento carburante, in costante variabilità, il che non ci consente di proporre alla clientela delle tariffe finite. Grandi difficoltà le incontriamo inoltre, anche nei confronti delle agenzie stesse e con il cliente in caso di annullamento, per l'emissione anticipata dei biglietti come richiesto dai vettori. Per questo ci vuole un tempo condiviso di almeno 21 giorni prima della partenza. Infine, nei casi di sconsiglio di alcune destinazioni da parte del Ministero degli Esteri, quando noi tour operator siamo tenuti al rimborso della clientela, chiediamo che alla stessa regola siano sottoposti i vettori di linea. Penso sia necessario, e nell'interesse comune - conclude - cominciare a percorrere al più presto una strada comune". - di Ester Ippolito

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