L'Agenzia di Viaggi sito web - ASTOI apre alle agenzie
Evoluzione strategica dello statuto, a fine mese il nuovo regolamento
Corbella: «Al turismo serve massa critica, per farsi sentire»
L’assemblea dei soci di Astoi, l’associazione dei t.o. di Confindustria, ha approvato all’unanimità una sostanziale modifica dello statuto: a breve potranno entrare anche le agenzie di viaggi e i network, e l'associazione cambia nome inAstoi Confindustria Viaggi. Roberto Corbella, il presidente di Astoi, ci spiega perché: «Nessuno può più permettersi una rappresentanza polverizzata e quindi debole. Certi particolarismi erano già un lusso quando le vacche erano grasse».
«In Italia – continua Corbella – un esercito di assessori e funzionari pubblici, si stima tra 9.000 e 13.000, promuove il turismo senza alcun coordinamento. Allora noi per primi, che critichiamo da sempre questo stato di cose, abbiamo il dovere di fare ordine in casa nostra, e di creare le condizioni per accogliere nuovi ospiti. Perché c’è bisogno di massa critica per far sentire più forte e chiara la voce del turismo su tutti i tavoli, anzitutto quelli istituzionali».
«Mai più sprecare sinergie»
Attualmente Astoi associa una quarantina di tour operator che sviluppano circa il 70% del fatturato italiano in turismo organizzato. Il regolamento Astoi (il consiglio direttivo prepara per fine ottobre la nuova stesura) impone agli iscritti l’adesione a precisi parametri industriali e finanziari: «Sono requisiti di serietà e solidità che richiederemo anche alle agenzie e ai network che vorranno entrare – spiega Corbella – e la loro quota associativa, nelle dovute proporzioni, sarà certamente abbordabile ma non solo simbolica. Perché vogliamo imprese decise a partecipare attivamente al vasto impegno di Astoi su territori in gran parte condivisi. Ora più che mai servono umiltà e capacità di guardarsi intorno, non si può più sprecare alcuna possibile sinergia».
Il dialogo con Assotravel
Tuttavia la virata di Astoi non collide con Assotravel, l’associazione delle adv di Confindustria: «Siamo insieme nella famiglia di Federturismo – sottolinea Corbella – sono i primi con cui stiamo parlando. Forse qualcosa accadrà, senza forzature né automatismi. Del resto la nostra scelta esprime una tendenza diffusa, è lo stesso che stanno facendo Confindustria Alberghi e Aica, confluiamo tutti nella sede Confindustria di Roma dove ci si vede, si parla, fare sinergia è più facile. Tra l’altro si condividono servizi e si tagliano costi, e noi siamo riusciti a tagliare le quote associative del 20%».
Più voce alla distribuzione
La distribuzione dunque avrà più voce e rappresentanza sui molti campi che impegnano Astoi con la sua squadra di consulenti. Anzitutto la tutela in campo istituzionale: dall’intervento sul codice del turismo al rapporto con la Farnesina e la sua unità di crisi, alla consulenza all’Agenzia delle Entrate sull’applicabilità delle norme fiscali al turismo: «Spesso chi fa le leggi – nota Corbella – non sa nulla del nostro lavoro».
Poi il dialogo con le associazioni del consumo: «Eravamo su fronti opposti. Abbiamo trovato un approccio equilibrato al contenzioso – spiega Corbella – abbiamo creato il primo tavolo di conciliazione, e formiamo insieme i conciliatori».
Ancora Astoi cura il rapporto delicatissimo con i media, e con i gruppi di lavoro interni affronta i problemi tecnici più urgenti. Infine si apre alla distribuzione il mondo formativo dell’associazione, con i corsi di Astoi Academy su gestione operativa, legale e amministrativa delle imprese.
«Adv e operatori vivono su fronti molto meno contrapposti di quel che appare – conclude Corbella – In campo tecnico, normativo e legale c’è un vasto territorio condiviso. Ed è un fatto che sul mercato ora c’è davvero troppo di tutto, ma almeno possiamo alzare la barra, e cercare insieme di fare tutti al meglio il nostro lavoro. - di Marina Firrao
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