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Giornale del Turismo - Studio Unioncamere, il 2010 anno di svolta per i viaggi in Italia
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Tenui segnali di luce in fondo al tunnel del turismo italiano, almeno a partire dal 2010. Potrebbe essere questa la chiave di lettura, nonostante la presenza di più di uno scettico, di un’indagine sul turismo internazionale organizzato che evidenzierebbe un aumento di circa il 6% della domanda dei viaggi nel Belpaese, con un +13% di viaggiatori Usa, un +15,2% di turisti indiani, un +1,1% dall’Europa ed un +4,3% dal Giappone. Diversificati i commenti dei nostri tour operator, anche in questo caso divisi tra diffidenti ed ottimisti pronti a rilanciare l’offerta tricolore. I risultati dello studio, realizzato da Unioncamere per l’Osservatorio nazionale per il turismo su un panel internazionale di 540 operatori, incoraggerebbero a pensare al 2010 come a un anno di svolta. Circa il 41% dei tour operator internazionali prevede infatti un aumento dei viaggi organizzati verso il nostro Paese, a fronte di un 46,5 che indica stabilità e ad un 13,5% una flessione. In termini percentuali colpisce l’81,3% di operatori indiani (+15,2% rispetto al 2009) che prevede un aumento di viaggi organizzati verso il nostro Paese; un dato che fa pendant con il 57,4% rilevato tra gli operatori americani (+12,8%). Più ridotte, ma si tratta pur sempre di segno più, il dato del Giappone (+4,3%) ed Europa (+1,1%). Variegato il panorama delle preferenze: se gli europei preferiscono visitare in larga maggioranza le città d’arte e le località marine (rispettivamente 63 e 38,5%), gli americani fanno sapere di preferire gli itinerari (56%) ed i percorsi enogastronomici (31%). Anche se i più affezionati alle nostre città d’arte rimangono i giapponesi, con quasi un 90% di preferenze. L’esito dell’indagine registra pareri discordanti da parte delle principali organizzazioni di categoria del settore. Ottimista il presidente di Assotravel-Confindustria Andrea Giannetti, a detta del quale “ci troviamo di fronte a dati incoraggianti che rendono necessaria una riorganizzazione dell’offerta nel tentativo di far venire nel nostro Paese un numero maggiore di turisti”. Se aumentassero i flussi di viaggiatori verso l’Italia, sottolinea, “sarebbe anche possibile tentare un ritocco dei prezzi per ridare alle nostre imprese utili adeguati, che al momento – tiene a precisare – viaggiano intorno all’1,8%”. Un riposizionamento del turismo italiano, prevede Giannetti, “sarebbe possibile già nel primo semestre 2010, e con un incremento del 5-6% del fatturato sarebbe possibile prospettare un rilancio del nostro turismo nel 2011″. Più prudente il presidente dell’Astoi Roberto Corbella, secondo il quale con inchieste di questo tipo “si corre il rischio di interpretare male il sentimento della gente, la quale, dovendo affrontare la crisi ormai perdurante, ha tanta voglia di ’staccare la spina’”. Decisamente scettico il vicepresidente di Fiavet-Confcommercio Paolo Mazzola, che da par suo conferma “una piccola ripresa dei flussi di viaggi dalla sola Europa”. Per aggiungere che, “naturalmente, tutti noi auspichiamo un miglioramento dei flussi, visto che al momento il settore delle agenzie di viaggi lotta per sopravvivere”.