Travelling Interline - Inchiesta: Turismo 2010 parabola discendente. La parola ad alcuni T.O.
La matematica non è un’opinione, neppure la geometria analitica. E se la parola “parabola” evoca immagini bibliche, bene, nella situazione in cui versa il settore turismo dell’industria italiana, c’è poco da sperare nel miracolo, ma bisogna piuttosto sperare che arrivi presto l’inversione di tendenza. Ormai sono anni che si registra un calo nel flusso turistico, sia si parli di movimentazione entro i confini nazionali che verso destinazioni all’estero. Lo spot ministeriale che esalta il Bel Paese non ha convinto molto: il punto è che nessuno ette in dubbio la bellezza del nostro paese, né tantomeno la ricchezza e la crescita che ne deriva da un’esperienza di vacanza nostrana, ma quando si vuole fare qualcosa per l’Industria Turismo si deve pensare anche al comparto outgoing, che come realtà economica coinvolge e offre posti di lavoro agli stessi italiani che operano all’estero. Immaginiamo poi se anche i turisti stranieri scegliessero di seguire il consiglio di rimanere nei propri confini territoriali: sarebbe allora il crollo.
Nel favorire il turismo entro i confini nazionali non si può remare contro e frenare le attività delle aziende italiane che lavorano con il turismo outgoing. La disapprovazione e i dubbi per tale politica d’interventi aumentano e c’è chi insiste sulla necessità di un tavolo comune che possa affrontare, considerando tutte le sfaccettature e criticità, sia le problematiche dei T.O. che lavorano con l’incoming quanto con l’outgoing, sia le problematiche delle AdV e quelle degli italiani, che vedono sempre più assottigliarsi il budget destinato alle vacanze. E dopo aver tentato per anni di nascondere la polvere sotto il tappeto, è giunto il momento di abbandonare inutili quanto improbabili ottimismi ma pensare ad azioni più concrete e incisive.
Ormai è sotto gli occhi e nelle orecchie di tutti che così proprio non va: cominciano a preoccupare seriamente i tanti T.O., vettori, network che scompaiono nel nulla, le troppe AdV costrette a chiudere bottega, lo stillicidio di posti di lavoro proprio in un settore che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’economia italiana. Alla lettura dei dati previsionali sul turismo estivo degli italiani, Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi, ha così commentato: “ Si accresce, purtroppo, il solco tra chi può permettersi un periodo di vacanza estiva e chi no, e seppur il giro d’affari si accresca del 20% esso è semplicemente dovuto da un lato alla fiammata inflazionistica di tutto ciò che consente la movimentazione turistica e dall’altro l’incremento (da dieci a 12) dei giorni di permanenza fuori di casa”. L’indagine è stata realizzata da Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto EMG Ricerche ed effettuata dal 5 al 9 luglio con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) a un campione di 1.200 italiani maggiorenni rappresentativi di oltre 47 milioni di connazionali maggiorenni. Evidenzia Bocca: “ La netta divisione tra chi può permettersi almeno un pernottamento fuori casa per vacanza durante il periodo estivo e chi no, è caratterizzato dal fatto che ben 1 italiano su 4 non fa vacanza per mancanza di soldi, sancendo la nascita di una nuova malattia del nostro sistema economico, definibile sinteticamente come povertà turistica”.
Per combattere la nuova malattia del turismo, Federconsumatori- Confturismo e Fiavet condividono la necessità di un’immediata azione sinergica tra tutti gli operatori della filiera del turismo organizzato per ridare fiducia al mercato perché: “ è una fase in cui la contrazione del potere d’acquisto, i dissesti finanziari e l’incertezza economica in generale hanno pericolosamente minato il rapporto di fiducia tra il cliente, distribuzione e organizzazione che rappresenta la base del business dell’intera filiera del turismo organizzato ”. Federviaggi-Confturismo è pronta a trattare, nel dettaglio, tutti questi argomenti e lancia l’ipotesi di un incontro da tenersi già a settembre, alla conclusione della stagione estiva in corso.
È una situazione che preoccupa non poco e che dà spazio a molteplici chiavi di lettura ma che possono forse ricondursi tutte a: “Un dialogo e un confronto corretto, che sono alla base di tutto” come afferma Roberto Corbella, Presidente ASTOI. Corbella, in occasione del dibattito sulla questione supplementi carburanti ha osservato: “Che il mercato turistico non goda di ottima salute è noto a tutti gli attori della filiera e le conseguenze le subiscono tutti: Agenzie di Viaggio, T.O., Vettori. Come associazione abbiamo insistito più volte sulla necessità di metterci intorno ad un tavolo con le altre associazioni di categoria per affrontare temi sui quali c’è possibilità di ampia convergenza (Fondo di Garanzia, condizioni generali di contratto T.O./consumatori, attivazione di percorsi di formazione e qualificazione del comparto, creazione di percorsi di certificazione di qualità), ma anche temi sui quali dialogare è certamente più complesso e difficile. Il dialogo tra associazioni è iniziato, ma sicuramente dobbiamo metterci tutti più determinazione e impegno. Non è, dunque, la contrapposizione, la via da percorrere. Siamo fermamente convinti che un dialogo a monte, tra le associazioni di categoria, possa facilitare anche la gestione del rapporto diretto tra T.O. e Turismo Associato e possa aiutare a fare chiarezza sulle rispettive esigenze che inevitabilmente, nel rapporto trilaterale tra T.O., Agenzie di Viaggio e consumatori, debbano essere contemperate. Riteniamo quindi, anche in linea con il messaggio lanciato dal Presidente Uftaa, Bevacqua, che, sin dai primi di settembre, ci si debba nuovamente sedere intorno ad un tavolo per affrontare i temi che interessano il settore. In quest’ultima parte d’estate, cerchiamo intanto di rimanere uniti, concentrando il massimo sforzo per ottenere risultati più confortanti per tutti”.
Si rimanda a settembre dunque il tavolo, le riflessioni, le proposte e gli interventi che possano guarire il turismo. Intanto come stanno reagendo i Tour Operator? Quale parabola possono provare a descrivere in questa seconda parte dell’estate? Alla luce della convulsa e problematica situazione economica, non è sicuramente facile fare previsioni, raccogliere risultati, immaginare possibili scenari futuri.
Di Antonella Pino d’Astore












































