Guida Viaggi - La stagione del tavolo comune
Sul piatto temi commerciali ed economici
Tra network e tour operating questa potrebbe essere la stagione del tavolo. Pur tra difficoltà operative, il sentire comune è la condivisione degli intenti. Il primo esempio è il braccetto Astoi Ainet. " Un incontro programmatico importante ", ha detto il presidente di Ainet , Franco Gattinoni , e " un incontro aperto e costruttivo tra interlocutori rappresentativi ed affidabili ", ha aggiunto Roberto Corbella di Astoi . Due elementisi mettono in evidenza. Uno: che si parli di programma. " Stiamo mettendo insieme dei progetti cuilavoreremo nel medio termine, stiamo pensando anche a fare i consigli direttivi nelle stesse date anticipa Gattinoni a Guida Viaggi. E' fuori discussione: le due associazioni si devono parlare ". Due: la rappresentatività delle associazioni.
Si riconosceranno le agenzie in Ainet e giocherà a favore dell'organismoche rappresenta i network il fatto che grandi reti siano entrate a farne parte e che siano previste " duei mportanti new entry entro fine anno "? Con questo assetto le agenzie rappresentate superano le 4.600 unità" e considerando un universo complessivo di 11.000 punti vendita, di essi il 70% è aggregato ".
I temi daaffrontare " sono tanti ": 25% di acconto, composizione del biglietto aereo, rapporto con le associazioni dei consumatori, questioni di natura fiscale e tributaria, relazioni con i media. La buona volontà non manca. Produzione e distribuzione messe a confronto in un convegno a NoFrills provano davvero a volersi bene.
Ma sui temi caldi si punzecchiano ancora. Non è che si voglia vedere il 95% delle cose che non vanno etrascurare il 5% di positivo. Ma salta all'occhio che alcuni problemi vanno risolti. A partire da un piano del turismo che è appena stato presentato al ministero, quello di Federturismo Confindustria: " Un documento di 200 pagine aperto - ha affermato il presidente di Astoi Roberto Corbella -, integrabile con altri interventi ", che" va nella stessa linea dell'incontro Ainet-Astoi ". Un piano che dovrebbe riguardare l'intero comparto, ma sul quale si nutre qualche perplessità: "
Non credo che il Governo - afferma Luca Patané , presidente del Gruppo Uvet abbia il tempo di esaminare questo tipo di documenti. Noi facciamo outgoing e sappiamo bene che al Governo questo interessa meno ". Pur ammettendo come plausibile la diversità di opinioni tra il blocco Confindustria e quello Confcommercio, fa ancora una volta capolino l'annosa querelle tra outgoing e incoming. Portando sulla scena il tema dell'acconto, se è vero che alla fin fine il retail arriva a un "prenderemo accordi con i t.o " (si veda la breve riportata), gli animi si scaldano. Si spazia dall'idea che "l'acconto c'è da anni nel contratto - afferma Marco Cisini , dg Hotelplan Italia -, è scritto ed è un diritto chiederlo.
La reazione che si è prodotta è un barometro dell'instabilità del comparto. Speriamo di contagiaretutti i t.o. nel chiederlo ", all'idea che sia " un non-discorso ", come sostiene Fabio Landini , direttore generalePress Tours , che prosegue: " Non bisogna scandalizzarsi se qualcuno lo chiede , ma i t.o. non devono fare cartello per prenderlo ". La questione 25% in realtà porta con sé il tema solvibilità: " Se un t.o. come Eurotravel avesse chiesto il 25% cosa sarebbe successo ?", rammenta Caraffini. E' necessaria una tutela,che potrebbe essere basata sulle fideiussioni. Non solo. Permane un problema di sovracapacità: "
Negli ultimitre anni - ricorda Cisini - sono spariti 4 t.o. per un miliardo e 300 di fatturato ", ma non ne sono conseguiti "incrementi a tre cifre da parte degli altri operatori. Il di Paola Baldacci e Nicoletta Somma miliardo è sparito,ma la capacità charter è rimasta inalterata ". C'è, poi, un drenaggio di liquidità che è andato al sistemabancario, aggiunge Marco Ficarra , amministratore delegato Blu Holding .
E su tutti questi temi aleggiaancora lo spettro Internet. Un fantasma che ormai è talmente reale da avere scardinato tutto, rimettendo indiscussione i ruoli di t.o che non vanno online perché ci vogliono troppi soldi, network che vogliono farlo, mache evidenziano i problemi di dialogo, stavolta in senso tecnologico, crocieristi come Msc, che dichiarano diaver scelto le adv, ma che constatano: " Non sempre sostiene Leonardo Massa , country manager mercatoItalia - la distribuzione ha fatto scelte altrettanto decise ".
Marco Cisini di Hotelplan ha detto: " La verità è chenessuno alla fine si fida dell'altro e i contratti andrebbero firmati con in mano la fotocopia del bilancio ". Lastagione del tavolo potrà partire solo se, al di là delle dichiarazione di intenti, la fiducia tra gli interlocutori sarà reale.
Guida Viaggi - N.1293 - Pag. 3












































