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Guida Viaggi - ASTOI: anticipare le esigenze di mercato
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Il punto di partenza

Astoi Confindustria Viaggi apre i battenti alla distribuzione. Siamo partiti da qui, dalla recente novità della storica associazione dei tour operator italiani, per capire come stia cambiando l'associazionismo italiano in un mercato caratterizzato dal fermento dei network, dal passaggio di mano del primo operatore turistico del Belpaese, da una crisi che sembra non finire mai e dall'insediamento di un nuovo Governo. La risposta più efficace può (o deve) passare da una concentrazione maggiore, secondo il vecchio adagio che "l'unione fa la forza"? In Francia la pensano così (vedi box nella pagina a fianco), ma da noi sembra emergere più la necessità di un'unione di vedute e di intenti che di associati. Comunque la si veda, però, un'unione che si concretizzi in una maggiore capacità di far capire a chi di dovere le istanze del settore. E non sono poche.

Associazioni

Federviaggio: "Presto federazione di settore" - Dal Governo si attende una politica per il comparto

Nel suo agire, l'associazione deve andare " nella direzione verso cui vanno le aziende ". Questa affermazione di Alberto Corti ben riassume il senso della nostra chiacchierata con il direttore generale Federviaggio, che sulla scelta operata da Astoi afferma che “per quel che è dato conoscere, al di là delle comunicazioni ufficiali”, essa è “simile ma non identica” a quella fatta sin dall'inizio da Federviaggio.

Tanto per semplificare, Astoi ha deciso di approcciare la distribuzione, di “guardare a valle, mentre noi - spiega Corti - abbiamo fatto una scelta di filiera che guarda a monte, riunendo in una associazione i tour operator e i soggetti con i quali essi si confrontano nel predisporre il loro prodotto”. Un'operazione in parte riuscita, in parte (ancora) no, e qui il direttore generale pensa alle istituzioni bancarie non (ancora) coinvolte nel progetto. Niente agenzie, dunque, anche perché, "siamo in Confcommercio, come Fiavet, e ci sovrapporremo al suo perimetro associativo". Questo però non vuol dire lavorare per compartimenti stagni, e qui Corti evidenzia come in casa Confcommercio ci sia una spinta "a favorire in tutti i modi le varie federazioni ed associazioni iscritte ad ottimizzare, tramite formule di convergenza, attività e risorse". Ecco la novità, che dovrebbe vedere la luce nel 2012, e che si chiama "federazione di settore". Una clausola nello statuto della confederazione chiede con forza che gli aderenti, facenti riferimento ad attività contigue, creino dei soggetti unici, con un'unica struttura e soprattutto "con un'unica voce sulle grandi tematiche che interessano il comparto". Il direttore dice di guardare a Fiavet, ma non solo, al fine di arrivare in tempi rapidi alla realizzazione della Federazione di settore dell'intermediazione. Entrata in vigore la norma, non saranno più le singole associazioni ad aderire a Confcommercio, ma le federazioni, ma questo non vuol dire che esse spariranno. Se le realtà coinvolte vorranno "fondersi", potranno farlo, ma " bisognerà vedere se questo avrà senso o meno", commenta Corti.

Turismo e turista

Prioritario resta dare unitarietà di visione. Il nodo è tutto qui. Convergere sui punti chiave e saperli comunicare in maniera efficace ed efficiente all'esterno, alle istituzioni in primis. Già, le istituzioni, il Governo, quello nuovo, verso il quale "Federviaggio non è stata silente". L'associazione ha scritto una lettera al ministro Gnudi in cui "non sono state fatte richieste di provvedimenti specifici, che devono essere portate avanti in altra sede. Era importante inquadrare il rapporto con il ministro". Federviaggio ha detto di aspettarsi " finalmente " una politica del turismo italiano, e che vengano chiariti "gli elementi su cui si lavora ".

Non vanno più confusi il turismo e il turista. "Il turismo è un processo economico, non vanno celebrati i numeri dei visitatori, o le percentuali, che sono solo dati, ma valutare i risvolti economici", banalmente (o forse no) le spese, le entrate prodotte. E se un suggerimento pratico da cui partire Corti lo dà, "diamo una soluzione alla questione di Italia.it, al limite anche copiando da chi ha fatto meglio". Il direttore generale non perde l'occasione per ribadire un altro punto a lui caro: "E' necessario capire il fenomeno economico del turismo complessivamente. Non è solo incoming - aspetto che, peraltro, diventa importante nella misura in cui lascia qualche cosa in termini di spesa al Paese - ma anche outgoing". Il messaggio è chiaro: favorire le aziende italiane che portano turisti all'estero. A questo punto è da vedere se il nuovo esecutivo saprà recepirlo.

Astoi: "Anticipare le esigenze del mercato"

Vedere l'evoluzione del mercato e anticiparne le esigenze ". E' questa "l'ottica vincente" che Roberto Corbella, presidente Astoi, chiama in causa a spiegare la decisione di aprire i battenti alla distribuzione. "Di sicuro il mondo del turismo sta vivendo una fase di mutamento strutturale testimoniato dalle ultime vicende che dimostrano quanto noi sosteniamo da tempo, cioè che bisogna guardare avanti con la consapevolezza di un mercato sempre più dinamico - aggiunge -. Non bisogna arroccarsi su posizioni che non hanno più ragion d'essere dopo i cambiamenti rivoluzionari che hanno investito il nostro settore da circa un decennio".

Il settore, dal canto suo, ha apprezzato la novità, avvertendo pressante l'esigenza "di una rappresentanza forte in grado di interfacciarsi alle istituzioni a nome di un numero quanto più ampio possibile degli attori del comparto, penalizzato da una polverizzazione che non giova a nessuno, specie in tempi così difficili durante i quali è fondamentale avere un peso riconosciuto e riconoscibile a beneficio di un settore che dà occupazione ed è fonte di sviluppo". Astoi, sul fronte delle adesioni, ha registrato manifestazioni d'interesse e richieste che sono ora vagliate "con attenzione". Ma, chiediamo noi, a questo punto, proprio in nome dell'esigenza di "parlare con una voce quanto più forte possibile", e lo si è visto anche nella decisione delle associazioni confindustriali dell'hôtellerie di accorparsi - "certi distinguo sono ormai anacronistici ", commenta Corbella - non sarebbe stato maggiormente auspicabile un accorpamento di Astoi con Assotravel, anch'essa associazione di Confindustria?

Corbella dà una risposta diplomatica. "Le porte nei confronti di Assotravel sono sempre aperte. Con loro c'è un rapporto trasparente e all'insegna della correttezza che avrà nel tempo una propria naturale maturazione". Nessuna preclusione apparente, dunque, come del resto (vedi articolo nella pagina a fianco) non ve ne sono da parte del presidente Giannetti. Su questo punto restiamo anche noi in attesa di tempi più maturi...

Istanze in primo piano

Torniamo, invece, all'attualità con le istanze di cui Astoi si è fatta portatrice nei confronti del nuovo Governo, a partire dall'appello rivolto al presidente Monti "per scongiurare operazioni di interventi della pubblica amministrazione, come nel caso Valtur, tendenti a ricreare, nelle sue varie forme, la presenza dello stato in aziende che dovrebbero invece trovare soluzione ai loro problemi finanziari nel libero mercato". Ricordando il ruolo fondamentale svolto dal turismo per l'economia, Corbella evidenzia anche un'altra priorità: l'Enit, "cui è affidata la promozione del nostro Paese e che quindi dobbiamo supportare, facendo in modo che tutte le regioni si muovano con un'azione coordinata sotto quest'unico cappello. E' giunto il momento di porre fine alle Province e, soprattutto, mettiamo a sistema tutta la spesa di promozione del comparto ". Ultima, "ma non meno importante", la questione dell'Iva, il cui incremento va ad impattare in maniera diretta sull'imposizione fiscale degli operatori, "facendo aumentare il differenziale tra l'attuale aliquota pagata per l'acquisto beni e servizi dai fornitori e la percentuale Iva applicata alla rivendita del prodotto del tour operator al canale distributivo, con ulteriori riduzioni della marginalità già bassa che affligge il settore".

Visualizza qui l'articolo:

Assotravel : "Essere efficaci"

Nessuna concorrenza da parte di Astoi

“Una unione tra Astoi e Assotravel? Non sono contrario, se si trovano le giuste condizioni". Il presidente dell'associazione delle agenzie di viaggi di Confindustria, Andrea Giannetti , non si scompone davanti a questa possibilità, ma, aggiunge, " il tema non è questo". Il punto sul quale il presidente vuole focalizzare l'attenzione non è tanto la forma che le associazioni potranno prendere in futuro, ma la sostanza, che è poi "la ricerca di soluzioni operative per le imprese ". Ma torniamo al cambiamento di rotta intrapreso da Astoi, che con Assotravel fa parte della medesima confederazione: "Il cambiamento dello statuto di Astoi non è fonte di preoccupazione, è un processo ancora in itinere di una associazione che vive accanto a noi da quando è nata", commenta Giannetti, aggiungendo che "cambiano i tempi, le associazioni maturano. Si è trattato semplicemente di uniformare i sistemi statutari nostro e di Astoi.

Dal punto di vista tecnico non è un problema, un t.o. entrerà sempre in Astoi, una agenzia di viaggi comunque in Assotravel ". Il problema, semmai, è "avere un sistema di rappresentanza efficace ed efficiente, non tanto per Confindustria, quanto per il sistema in sé". La chiave di lettura non deve essere "Astoi sta creando un organismo concorrente ad Assotravel ", ma che, attraverso la volontà di rivedere il sistema di rappresentanza, si stanno facendo dei passi avanti. Armi per essere competitivi Giannetti rimarca fortemente la difficoltà, a fronte di una situazione contingente sempre più problematica, nel farsi ascoltare da parte dei sistemi governativi, difficoltà che richiede una convergenza nella comunicazione esterna, "e non solo delle associazioni di tour operator e travel agent, ma anche dell'alberghiero". Un fronte comune che deve trovare adesioni, secondo il presidente, anche nelle rappresentanze internazionali. Obiettivo: difendere il mercato.

"Non chiediamo leggi restrittive sulla concorrenza, ma che vengano date alle aziende armi che consentano loro di essere concorrenziali ". Far sviluppare le imprese sul territorio e non far fuggire quote economiche del settore, anche sul fronte outgoing, tutelare le aziende facendo né più né meno di quello che succede in altri Paesi. Queste le richieste snocciolate da Giannetti, che non si sottrae quando gli chiediamo di elencarci alcune priorità. La risposta non è niente di "fumoso", perché è necessario che "le proposte siano perseguibili e attivabili". "Penso ai bandi regionali che non vedono protagoniste le aziende del turismo, alla necessità di bandi per agenzie di viaggi per consentire loro di avere siti web adeguati, alla necessità di riportare le grandi catene alberghiere sui siti italiani. Vengono dati soldi a fondo perduto per questo tipo di tematiche ad altri settori, perché al turismo no?".

Assoviaggi: “Aziende in crisi”

E la politica deve prenderne atto

La scelta di Astoi di allargare la base associativa per Amalio Guerra, presidente Assoviaggi Confesercenti, è “una questione organizzativa all’interno dell’associazione stessa”.

Il punto su cui Guerra, nel suo intervento, focalizza l’attenzione è la necessità di far parte del mondo associativo. “I processi di cambiamento del settore sono tali che una qualsiasi impresa fuori da esso può avere difficoltà sulle dinamiche di esercizio della attività”, afferma infatti. E non è solo questione di essere “validamente rappresentati”, ma di essere “supportati da validi servizi di consulenza, formazione e riqualificazione della propria azienda”. Anche Guerra, come altri nostri interlocutori, torna sul tema del “peso associativo”, che nei tavoli di contrattazione può fare la differenza e rivelarsi “elemento indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi, rispetto all’agire in forma individuale”.

Punti critici su cui lavorare E se si parla di obiettivi, e di istanze da presentare al Governo, Amalio Guerra stila il suo podio. Si parte dalla “dichiarazione di crisi del settore”, dopo un 2011 che si è chiuso con una flessione “superiore alle aspettative. Si stima che a conti fatti il consuntivo porterà ad una riduzione dei fatturati rispetto al 2010 già critico e negativo del 28- 30%”, spiega il presidente.

A questo proposito, aggiunge, “onde evitare che le agenzie, dovendo fare i conti con i propri bilanci, siano costrette a chiudere definitivamente l’attività”, sarebbe auspicabile introdurre ammortizzatori sociali e tutti i meccanismi per permettere, magari anche con agevolazioni fiscali utili, non solo di “sopravvivere”, ma anche “diversificare la propria attività attraverso incentivi per l’attività di incoming”. Secondo punto, gli aspetti fiscali, “che andrebbero di fatto chiariti anche a fronte dell’introduzione dello spesometro e dei limiti dei pagamenti in contanti, che invece di semplificare l’operatività del settore lo ha reso più complicato e spesso non utile per il mantenimento del rapporto di fidelizzazione del cliente”.

“Si pensi solo a quanto sia esposta l’impresa con pagamenti con assegno, che andrebbero in conto corrente solo dopo diversi giorni, cosa ancora più grave se fossero scoperti – afferma ancora Guerra -. Molti clienti spesso stranieri non hanno conto corrente e pagano in contanti. Creando loro problemi per le modalità di pagamento, rischieremmo di perderli”.

L’altro aspetto che il presidente Assoviaggi definisce “preoccupante” sono le “transazioni con Pos, i cui costi ricadono sempre sull’esercizio dell’attività”.

Rispettare le regole Infine la richiesta di rigore nel rispetto delle norme e leggi che regolamentano il settore delle agenzie di viaggi e tour operator, ed in particolare per quanto riguarda le associazioni Onlus e non professionali, “che sviluppano attività turistica commerciale (a volte anche con contributi sociali), per i soli associati per le quali devono avere le dovute autorizzazioni all’esercizio dell’attività, a tutela del turista e onde evitare l’evasione fiscale.

Fiavet in campagna elettorale

Tra le associazioni di categoria a mancare all’appello in questo approfondimento è Fiavet, che pure è stata da noi contattata nella persona della presidente, Cinzia Renzi, in questo momento impegnata a definire programma, composizione della giunta e i rispettivi incarichi in vista delle elezioni per il rinnovo dei vertici della Federazione nazionale che si terranno il prossimo 11 febbraio. Fiavet Lazio "a conclusione dell’esame e del dibattito di tutte le possibilità esistenti" ha rinnova, infatti, “all’unanimità” il sostegno alla candidatura della Renzi che, in merito proprio all’esito delle elezioni, ha detto: “Sarà uno scarto di uno o due voti quello che determinerà il nuovo presidente”.

L'unico sfidante in lizza a contendere la vittoria a Cinzia Renzi è Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet Umbria, appoggiato da un'ampia rappresentanza di federazioni regionali del Centro-Sud Italia.

Francia, una sola federazione

Ceto, Cnpa, Fnam, Level.com, Snav e Snrt. Ai più, qui in Italia, queste sigle dicono poco. Oltralpe contraddistinguono le diverse associazioni del comparto turistico - agenzie di viaggi, on e offline, operatori, autonoleggi e quant’altro - che hanno deciso di riunirsi in un’unica federazione del turismo per far fronte alla crisi.

“Il progetto - ci ha detto André Gallin, presidente Cnpa-Divisione Noleggio e portavoce della federazione - è in via di definizione e vedrà la luce quest’anno”, un anno importante per la Francia, che va al voto per le presidenziali in primavera. Obiettivo prioritario sarà “difendere il comparto viaggi e turismo in un contesto economico preoccupante”. Alla politica le associazioni chiedono di contare di più, e chiedono “interventi economici a favore delle aziende in difficoltà”, ma anche “la creazione di una carta della qualità per migliorare fortemente il servizio in tutti gli ambiti del turismo e di un logo Welcome da porre all’attenzione di tutti i visitatori stranieri”.

La federazione sarà organizzata in quattro divisioni: quella degli albergatori, di cui il Sindacato nazionale delle residenze del turismo è il fondatore; del trasporto terrestre, rappresentato oggi dal Consiglio nazionale delle professioni dell’automobile-Noleggio; del trasporto aereo, rappresentato dalla Federazione nazionale dell’aviazione commerciale; e degli operatori di viaggi, cui fanno capo associazioni di t.o. e agenzie on e offilne. - di Emanuela Comelli

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