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Travel Quotidiano - Nardo Filippetti in Astoi: «Sarà una presidenza attiva»
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L'imprenditore eletto con 167 voti contro i 140 di Martini

Comincia l'avventura di Nardo Filippetti, alla guida di Astoi dopo l'era Corbella.

Che avventura sarà?

«Tengo a precisare che non sarò un presidente "lavoratore", ma semplicemente colui che stimolerà e porterà le esigenze dell'associazione al direttore generale Flavia Franceschini, che fa benissimo il proprio lavoro, assistito da un novero di imprenditori del turismo che conosco e stimo e con i quali da anni mi confronto» .

La lettura della vittoria su Mario Martini, con 167 contro 140 voti potrebbe essere vista come una spaccatura in seno ad Astoi?

«Credo di no, anzi ognuno ha votato secondo coscienza, ma questo fa parte della democrazia e dimostra il fermento e la vitalità dell'associazione - precisa Filippetti -. Stimo Mario Martini e credo che di sicuro sarebbe stato un presidente accorto e capace, soprattutto considerando il suo background. Sono, anzi, certo che proprio la sua caratura lo porterà ad essere un elemento attivo e utile all'interno dell'associazione».

Che presidente sarà Nardo Filippetti, che in molti conosciamo dal carattere vulcanico?

«Vorrei dare vita a una presidenza attiva, capace, ma attenta alle istanze di chi è sul campo ogni giorno come me, in prima linea "contro" un mercato viziato da una situazione economico-sociale esterna che lo rende instabile, difficile, imprevedibile, ansioso. Mi farà piacere ascoltare tutti coloro che fanno parte dell'associazione e, per questo, prenderò ispirazione da quello che ho fatto in tutti questi anni di imprenditoria turistica. Ho percorso tutte le

fasi della filiera e credo di essere pronto a sedere sulla poltrona di presidente. Ma la mia forza, credo e spero, saranno coloro che mi siedono a fianco: dal vice presidente Sergio Testi, uomo capace e rappresentativo di una grande esperienza, ai consiglieri, fino a Carlo Pompili, l'altro vice presidente che io stesso, prima di scendere in campo, avevo candidato quale massimo dirigente. Avevo la possibilità di cooptare un solo vice presidente, diversamente avrei abusato di questa prerogativa perché avrebbero meritato questa posizione, e avrei voluto, molti altri».

I problemi da affrontare sono molti...

«Certamente il peso della burocrazia su ogni settore toglie energie e risorse evitandoci di riuscire a compiere al meglio il nostro lavoro - prosegue Filippetti -. Gli adempimenti, gli oneri eccessivi, sono antitetici alla flessibilità che serve per riuscire a condurre al meglio un'azienda».

I rapporti con le altre associazioni, il peso di Federalberghi e i rapporti con le istituzioni?

«Il turismo è una macchina complessa - spiega Filippetti -; il nostro Paese potrebbe viverne, ma non lo fa. Troppe sfilacciature e la non comprensione di un concetto basilare: un'entità da sola non si vende, si deve puntare su un territorio, un' esperienza, un sistema in cui ogni componente è inserita e si muove nella stessa direzione. Si dovrebbe iniziare dalla formazione di chi lavora nel turismo, fin dai ruoli più umili, per recuperare il sorriso, il piacere di "servire" e non il dovere di farlo, per far diventare "un'esperienza" la permanenza del turista, propenso a spendere e godere della vacanza. Poi servirebbe un atteggiamento più sinergico fra tutte le parti in causa, anche per sensibilizzare le istituzioni su un valore immenso e non sfruttato del nostro meraviglioso Paese. Per questo auspico di lavorare assieme a tutte le associazioni: da Federalberghi (Bernabò Bocca che ben conosco essendo io nato come albergatore), a Federviaggio, con il presidente della quale, Luca Patanè, ho amicizia di lungo corso».

Si parlava di un ingresso di Ainet in Astoi... novità?

«Ainet è il nostro terminale di vendita, l'associazione dei network. Credo che sarebbe importante: per noi non sarebbe di certo un problema, anzi tutt'altro. Se l'associazione presieduta dall'amico Franco Gattinoni è pronta a parlarne, anche noi lo siamo e, di certo, il peso di Astoi aumenterebbe ulteriormente con l'ingresso di 5 mila entità distributive singole, aggregate attraverso i network e la loro associazione».

Vorremmo lanciare anche una piccola provocazione... che ne pensa dei 50 milioni di euro di aiuti di stato erogati a Valtur?

«Fondamentalmente non capisco la ratio di questa operazione, se qualcuno me la spiega sarò lieto di capirla. La mia solidarietà va a tutti i colleghi che in Valtur devono ogni giorno lottare con il mercato per tenere a galla l'azienda, ma è evidente che l'andamento non è tale da far prevedere un salvataggio della stessa, con nostro disappunto in quanto è un marchio storico in difficoltà. E' come se venisse prolungata un'agonia».

Tornando ad Astoi, in conclusione?

«In conclusione dobbiamo lavorare per dare una nuova dignità al turismo nei confronti delle istituzioni,che spesso non comprendono appieno cosa rappresenti e cosa possa rappresentare - conclude Filippetti -. Lo possiamo fare con la nostra esperienza di imprenditori ogni giorno in prima linea, ascoltando tutti coloro che hanno qualcosa da dire, cercando anche di unire tutte le parti in causa per parlare con una sola voce, quella di un settore che rappresenta una parte importante del Pil del nostro Paese che, mi spiace per gli altri, ma è sempre uno dei più belli del mondo». - di Massimo Terracina

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