Rassegna articoli
Turismo e Attualità - Spot Italia, istituzioni divise in due
Venerdì 16 Luglio 2010
Favorevoli e contrari, le istituzioni si spaccano sul messaggio spot del premier che invita gli italiani a rimanerein patria. Soddisfatto Bemabò Bocca, presidente di Federalbcrghi-Confturismo, che ha voluto ringraziare Berlusconi "per aver voluto testimoniare in prima persona il nostro appello che confidiamo sia raccolto dai nostri concittadini perché sostenere il nostro turismo significa aiutare il paese a superare la crisi ed affrontarecon più serenità il futuro. "Fiavet Lazio, invece, sul piede di guerra: in una lettera aperta al ministro Brambilla,il presidente Andrea Costanzo ha sottolineato come "l'annuncio di tale messaggio promozionale abbiascatenato le proteste della categoria anche perché i Tour Operator che hanno nella propria programmazioneprodotti esteri, sono aziende Italiane da tutelare e salvaguardare e rappresentano una delle forze motricidell'economia turistica nazionale, non solo perché con la vendita dei propri prodotti attraverso la rete delleagenzie di viaggi sono presenti sul territorio nazionale con numeri importanti di produzione di economia elavoro, ma anche e parimenti in qualità di diligenti contribuenti fiscali". Roberto Corbella, presidente Astoi, hadefinito il messaggio del premier un "suggerimento autarchico che rischia di suonare come un 'accusa nei confronti di tutte quelle imprese italiane con decine di migliaia di persone che lavorano con serietà per offrire un valido prodotto in linea con quanto il mercato richiede". Turismo e Attualità - N.22 - Pag. 6 Visualizza l'articolo
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TTG Italia - L'inbound Astoi con 'Mare Italia' |
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Giovedì 15 Luglio 2010
"L'incoming è importante, per questo abbiamo istituito un gruppo di lavoro ad hoc": Roberto Corbella,presidente di Astoi, annuncia la creazione di 'Mare Italia', che riunisce i tour operator che seguiranno il settoreinbound. "L'attività del gruppo di lavoro - precisa Corbella - non è in alcun modo legata al consorzio AstoiIncoming. Si tratta di due questioni separate". Lo stesso consorzio aveva sospeso l'attività per problematiche incontrate dagli associati. Il nuovo gruppo di lavoro è composto da 10 operatori: Naar (Frederic Naar),GTours (Angelo Raffaele Guglielmi), Futura Vacanze (Stefano Brunetti), Eden Viaggi (Marco Stramazzotti),Itermar (Renata Salvadori), Settemari (Novella Carbone), Mistral (Michele Serra), Veratour (Marco Capitani),Nicolaus (Giuseppe Pagliara) e Ici (Andrea Tortoriello), ma le porte sono aperte. Flessibilità del modusoperandi la caratteristica di Mare Italia, mentre gli obiettivi mirano a criteri di correttezza nel ricettivo. "Il gruppo ha individuato strutture alberghiere che applicano politiche poco corrette - spiega -: si promuovono sui cataloghi, ma poi fanno dumping per conto proprio, danneggiando il mercato". Ogni scelta e decisione sarà,in ogni caso, sottoposta all'esame del consiglio Astoi. Visualizza l'articolo
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TTG Italia - Gli operatori replicano allo spot di Berlusconi Corbella, in una lettera al ministro Brambilla, sottolinea l'importanza dell'outgoing |
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Giovedì 15 Luglio 2010
Un avviso "non opportuno". A pochi giorni dal lancio dello spot per l'Italia varato dal Ministero del Turismo,una lettera aperta del presidente Astoi Roberto Corbella accende la polemica."L'invito a scegliere l'Italia - scrive Corbella al ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla - rischia di essere percepito come un suggerimento autarchico, oltre a suonare come un'accusa nei confronti di tutte quelle imprese italiane chelavorano con serietà per offrire un valido prodotto in linea con quanto il mercato richiede". Dopo la messa inonda del filmato, nel quale il premier invita a impiegare le vacanze "per conoscere meglio l'Italia", Corbella sposta l'attenzione su tutte le imprese che si occupano di outgoing. E domanda: "Cosa succederebbe se questa tendenza di scoraggiare i viaggi all'estero prendesse piede anche in quei Paesi di cui noi siamo meta?". Secondo il presidente Astoi, per le imprese del settore "la divisione tra traffico in entrata, domestico,e quello in uscita non è così netta e, per sostenere la loro economia, tali aziende debbono essere in grado disoddisfare appieno il mercato". Visualizza l'articolo
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TTG Italia - Il mercato italiano si conferma forte per la Grecia |
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Giovedì 15 Luglio 2010
"L'Italia è il terzo mercato di riferimento per la Grecia, dopo quello tedesco e inglese". Ad affermarlo è Marios Sklivaniotis, direttore dell'Ente nazionale ellenico per il turismo, a Roma, che si è detto fiducioso sugli arrivi in Grecia in questa stagione estiva. "Per quanto riguarda l'Italia non ci sono sorprese, i turisti continuano ascegliere la Grecia, e anche Astoi e Federviaggi hanno sostenuto il prodotto nonostante la situazioneeconomica difficile del Paese". Alla luce della nuova politica di promozione turistica incentrata su un tipo dicomunicazione "più moderna", per il pubblico italiano l'ente ha inoltre previsto una serie di eventi outdoor."Dopo l'evento di Castel Romano che ha visto la distribuzione di materiale informativo sulla Grecia - spiega Sklivaniotis - il 18 luglio organizzeremo un pool party a Fregene. Stiamo puntando in questo modo sulmercato del Centro-Sud, in cui prevale la mentalità di prenotare all'ultimo, e dunque la nostra idea è quella di essere sempre presenti ". Il direttore ha infine parlato della disponibilità del Governo greco a interveniere "con risarcimento danni in caso di scioperi - precisa Sklivaniotis - o altri problemi legati al turismo organizzato". |
L'Agenzia di Viaggi - Il realismo è obbligatorio |
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Mercoledì 14 Luglio 2010
Il secondo anno di recessione costringe l'industria a risolvere le sue debolezze storiche. I protagonisti annunciano un'estate debole come nel 2009: nel migliore dei casi Che questa del 2009 non sia una gran bella estate sembra chiaro a tutti, anche se qualcuno sta perfinocrescendo. Dopo un inverno dignitoso la tendenza ha tenuto fino a marzo, con l'advance booking. Poi lunga frenata, e ora recupero faticoso privo di logica apparente, giocato sul potere di spesa più che sui contenuti. Al secondo anno di recessione l'instabile filiera del turismo è costretta ad affrontare il suo storico malessere strutturale: anzitutto nessuno può più far da banca per nessuno, su questo tutti concordano. Molti t.o.pretendono il rispetto dei contratti, che da sempre prevedevano un sostanzioso acconto alla prenotazione.Alpitour ha debuttato con il 25%, tra le polemiche, richiamando tutti all'ordine. Come nel 2009, forse anche meno «Difficilmente il mercato ritroverà presto dimensioni pre-crisi - dice Sergio Testi, direttore divisione tour operating di Alpitour World - il realismo è obbligatorio. A fine 2010 i passeggeri potranno anche essere cresciuti rispetto al 2009, ma costretti a spendere molto meno. Il fatturato sarà lo stesso, o forse potrebbe scendere anche di altri 5 punti. E le aziende per stare sul mercato continueranno a fare sacrifici,concentrando gli investimenti sull'innovazione. «Certo l'uscita di molti competitor ha aperto nuovi spazi -continua Testi - li guadagna chi offre futuro e affidabilità. Vale anche per la distribuzione, dove per la prima volta i punti vendita in chiusura superano nel numero le aperture, e questo porterà sicuramente partnership più forti e importanti tra distribuzione e produzione». Stessi toni da Guy Luongo , dg di Albatravel, il portaleB2B: «La situazione è pesante - commenta - anche se non c'è gran crisi sui volumi, noi siamo perfino avantidi qualche punto. Ma va un prodotto più economico, per lo stesso fatturato si lavora molto di più e i marginisono ridotti, nella generale incertezza finanziaria. Gli operatori non possono più fare da banca infruttifera pertrade e clienti. Le agenzie lavorano alla giornata, tirano la cinghia e tengono, meglio al Nord, nel Lazio e inSicilia». Cancella ogni dubbio Roberto Corbella , presidente Astoi: «Ci sono meno giocatori in campo - commenta - che possono guadagnare quote. Ma il fatturato totale non supererà quello del 2009. Piuttosto vanno risolte anomalie storiche come quella dell'acconto, sempre disatteso. Il denaro deve circolare più velocemente lungo la filiera, le agenzie concedevano condizioni insostenibili al cliente, il quale anche solo cambiando idea scatenava una guerra tra poveri. È ora di ristabilire insieme un meccanismo virtuoso, che tuteli tutti». L'anello più debole Speculare il fronte della distribuzione: «Saremmo contenti di raggiungere il fatturato del 2009 - dice Cinzia Renzi , presidente Fiavet - i prezzi sarebbero anche allineati al 2009, ma arrivano offerte stracciate, anche a 20 giorni dalla partenza. I t.o. 20 giorni prima ci chiedono il saldo, e le agenzie scelgono più che mai affidabilità e qualità del prodotto, piuttosto che commissioni. Fiavet le sostienecon nuovi servizi molto convenienti, spesso miglior i di quelli dei network, forse non siamo ancora bravi a comunicarlo». «Forse siamo avanti un 2% sul 2009 - dice Andrea Giannetti , presidente di Assotravel - ma a prezzi e margini inferiori. E mentre siamo l'anello più debole della filiera, siamo anche protagonisti del marketing territoriale, quello propositivo che riempirebbe la bassa stagione. Però siamo i meno attrezzati finanziariamente per realizzarlo. E l'agenzia che lavora solo 40 giorni l'anno chiude, il che vale anche per i fornitori, che vorrebbero farci vendere solo in bassa». Conferma Giannetti la tensione finanziaria: «I t.o. sono divisi tra il bisogno di vendere a tutti e quello di partner affidabili. In un meccanismo così distorto che chi guadagna incassa il 10-15%, ma chi perde ci rimette il 50%. Certo non sarà il 25% di acconto a salvarli,riducono solo il rischio. Ora anche noi pretendiamo garanzie e affidabilità, e sempre più adv tenderanno a far da sole. Chi supera l'autunno vorrà rivedere il modello di business». Potenza del network Tra i vincitori diquesta estate ci sono alcuni network: «Andiamo bene - dice Luca Caraffini , ad di Bravo Net e di ServiceTeam - al 30 giugno, considerate anche le quote dei t.o. che hanno chiuso dopo, eravamo avanti di un 5-6%,su parecchi brand anche a due cifre, e anche su alcuni portali. Poi la nuvola islandese è costata, ma è stato un investimento: ha chiarito a molti che chi compra senza un adv o un t.o. resta davvero solo». «Certo -continua Caraffini - sui 1.800 punti vendita di Service Team una trentina di default l'anno è fisiologica: tuttisotto controllo, o si regolano o escono. Il nervosismo dei t.o. sui pagamenti è legittimo, ma spesso l'agenziafa da banca anche all'operatore, che forse paga i servizi a saldo incassato. Ora vince chi usa il network fino in fondo con il marketing, gli strumenti evoluti per la multicanalità e la visibilità sui social media, per cogliere le opportunità aperte da ogni crisi». Anche quelle assicurate dalla massa critica del network. Dice Claudio Busca di HP Vacanze, 450 adv, una delle reti aggregate in Service Team: «Noi stiamo vendendo in media il10% in più. E anche su prezzi compressi la rete recupera redditività dalle partnership con gli operatori,capitalizzando certezze reciproche. Agenzie, reti e t.o. devono costruire una filiera tanto robusta da stare sul mercato». Robusti, appunto: «Che vuol dire anche leggeri - è di nuovo Testi che parla - mai sovradimensionati. Vince chi investe in competenza e innovazione, seguendo una domanda che per forza oper scelta sarà in costante mutamento, e che già si orienta in base a un interesse, e non solo a una meta». Di Marina Firrao L' Agenzia di Viaggi - N.27 - 14 luglio 2010 Pag. 12
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TTG Italia - Proteste anche dai tour operator: "Una soluzione impensabile" |
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Mercoledì 14 Luglio 2010
"Diciamo 'no', senza se e senza ma". È Andrea Mele, rappresentante Astoi al tavolo dell'Apjc e titolare de I Viaggi del Mappamondo, a dar voce al mondo dei t.o. di fronte all'ipotesi di scadenza settimanale per il pagamento del Bsp. "Il nostro problema non risiede solo nell'incasso del denaro relativo alla biglietteria -entra nel dettaglio Mele -, come potrebbe essere per le adv. Dobbiamo considerare che il biglietto è parte di un pacchetto che noi assembliamo, e per cui ci vogliono dei tempi che vanno ben oltre la settimana". Ma a questa difficoltà Mele affianca ulteriori questioni: "Anzitutto il time-limit: la proposta farebbe riferimento alla data di emissione del biglietto, non a quella effettiva dei voli - spiega -. In secondo luogo, se il vettore a cui ci siamo rivolti dovesse fallire? Non esiste ancora neanche un fondo di garanzia a tutela dei passeggeri. È una soluzione impensabile". Infine, una scelta applicata solo al mercato italiano "andrebbe a cozzare contro il carattere internazionale della Iata. È una proposta che bisognerebbe discutere almeno in sede europea, rivedendo l'intero contratto, non solo una clausola". Se però si aprisse la possibilità di rendere tale proposta opzionale, "in linea di massima saremmo favorevoli: ciascun soggetto potrebbe valutare autonomamente la sostenibilità di questa scelta". |
TTG Italia - Bsp, Fiavet: 'I vettori ci ripensino o sarà battaglia' |
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Mercoledì 14 Luglio 2010
"Non si è trattato di una vera e propria proposta, quanto di una comunicazione che ci informava che dalgiugno 2011 il pagamento del Bsp avrebbe avuto scadenza settimanale". Così Enzo Manunza, presidente Fiavet servizi e responsabile commissione trasporti, sottolinea l'unilateralità della proposta giunta in sede Apjc. "Nella riunione dello scorso 6 luglio - prosegue Manunza - l'intera filiera ha gridato un 'no' a questanuova imposizione, anche Astoi che era presente". Attualmente il pagamento del Bsp in Italia "avviene a 30giorni, ogni 15 del mese - spiega Manunza -. Anticipando questo termine a una settimana, chi ne risentirà inparticolar modo saranno le adv che si occupano di business travel". E Manunza coglie l'occasione pertogliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Sono già molti gli sforzi che facciamo per lavorare con i vettori -rimarca -. Riceviamo una commissione dello 0,97 per cento, gestiamo le complicazioni dovute a loro,e la Iata dallo scorso dicembre ha sospeso le fidejussioni pe le adv. E adesso arriva anche questaimposizione". Ma Fiavet preannuncia battaglia: "Ci auspichiamo un ripensamento da parte dei vettori- si augura Manunza -. In caso contrario siamo pronti ad andare fino in fondo alla questione".
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L'Agenzia di Viaggi - Il protezionismo fa male al turismo |
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Martedì 13 Luglio 2010
Roberto Corbella, presidente di Astoi, e Andrea Costanzo, presidente di Fiavet Lazio, hanno scritto al ministro Brambilla denunciando i contenuti autarchici dello spot “Magic Italy” che, con la viva voce del premier, invita gli italiani a fare vacanze domestiche.
Nella sua “lettera aperta” Roberto Corbella, il presidente di Astoi, ringrazia il governo per l’intento culturale della campagna, e poi descrive i meccanismi che rendono la produttività del turismo incompatibile con qualsiasi scelta protezionistica: anzitutto perché all’economia nazionale contribuiscono anche tutti gli operatori e i fornitori che portano gli italiani in vacanza all’estero. Ad esempio i trasporti, dove mancando il traffico verso l’estero entrerebbe subito in crisi l’offerta per il traffico in entrata. Stesso criterio per le piccole medie imprese che costituiscono il nucleo dell’industria turistica nazionale, dove non è sempre netta la distinzione fra traffico in entrata, domestico e in uscita. E se gli altri facessero lo stesso? Corbella ricorda anche che la bilancia italiana dei pagamenti del turismo è stata attiva per 827 milioni di euro nei primi tre mesi del 2010, in progresso del 62%. «Se anche gli altri Paesi dai quali origina il turismo verso l’Italia spingessero i loro cittadini a rimanere in patria – chiede Corbella al ministro – chi avrebbe più da perdere?» Aggiunge Corbella che la scelta di vacanze all’estero è spesso dovuta al fatto che «molte mete sono in grado di offrire attrattive ugualmente interessanti a condizioni economiche impensabili nel nostro Paese». Quindi l’Italia dovrà anche vincere la sfida con le altre destinazioni: «dobbiamo vincere perché sappiamo offrire di più e meglio – spiega Corbella – e non perché rimaniamo arroccati in posizioni di difesa, oppure aggiungendo oneri come la tassa di soggiorno su Roma». Siamo pronti a collaborare per raddoppiare il Pil del turismo itlaiano, conclude Corbella, «ma fateci svolgere serenamente il nostro ruolo di imprenditori». All’estero, protagonisti del Made in Italy Segnala al ministro «alcune importanti mancanze e inopportunità» anche Andrea Costanzo, presidente di Fiavet Lazio, che vedrebbe la campagna piùutile nella promozione all’estero. «Centinaia di imprese e tour operator italiani investono per costruire e gestire strutture ricettive all’estero – ricorda Costanzo – dove lavorano migliaia di addetti italiani. Strutture nelle quali approda anche il turismo europeo e internazionale, e che danno valore al Made in Italy mentre portano fondi alle imprese italiane». Lo spot di “Magic Italy” ha scatenato anche le proteste delle agenzie di viaggi delle quali Costanzo si fa portavoce: «I tour operator che programmano l'estero – insiste – sono aziende italiane come le altre, da tutelare e salvaguardare. Sono una delle forze motrici dell’economia turistica nazionale, anche perché con la vendita dei propri prodotti nelle 12.000 agenzie di viaggi italiane sviluppano sul territorio numeri importanti per economia, lavoro e gettito fiscale». Contro gli interessi di Alitalia Anche Costanzo infine si preoccupa della reazione di altri Paesi a una scelta protezionista del governo italiano, e nota come la nuova campagna «non tuteli neppure gli interessi di Alitalia, che siamo tutti impegnati a valorizzare e che ovviamente ha nel trasporto all’estero una sostanziale fonte di reddito». http://www.astoi.com - http://www.fiavet.lazio.it |
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