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Il Messaggero Ed.Nazionale - Vacanze, partenza in salita ma 9 su 10 non rinunciano
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CHE ESTATE FA Spiagge affollate: i sondaggi garantiscono. A destra, code sulla A3 Salerno-Reggio. Sicilia e Calabria penalizzate per la carenza di infrastrutture La scorsa stagione il comparto ha subìto un calo del 20 per cento Oltre la metà sceglie il mare e ci andrà in auto PROBLEMI ALLE PONTINE BENE OSTIA E FREGENE Sul litorale romano prezzi vantaggiosi A Ponza e Ventotene pontili ancora chiusi

ROMA - Crisi o non crisi sembra proprio che la maggior parte degli italiani non intenda rinunciare a una vacanza, che secondo gli esperti sarà, in media, di 9 giorni. Una indagine curata dall'Associazione dei tour operator Astoi insieme a Demoskopea su un campione di 1700 user internet, racconta che nelle prossime settimane l'86% degli italiani andrà in vacanza, rispetto - ad esempio - all'80% degli inglesi. Il 65% sceglierà il mare e circa la metà resterà in Italia. «Se il tempo ci aiuterà - sottolinea il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla questa estate 2010 sarà una buona stagione per il turismo». Ma ora che la colonnina di mercurio sta salendo fino all'afa, anche se con un mese di ritardo sulle spiagge italiane arrivano i turisti.

Un inizio di stagione in salita per le mete balneari: «I dati di fine maggio - sostiene Cinzia Renzi, presidente Fiavet - segnavano -22% per il mare italiano, anche se a giugno abbiamo visto un miglioramento, ma se le prenotazioni non riprendono rischiamo un'estate peggiore dell'anno scorso». Quello che, nonostante la crisi, gli operatori del settore sperano di scongiurare. Perché il 2009, nonostante la tenuta dell'Italia rispetto ad altri in Europa, ha visto il comparto chiudere in rosso, con fatturati in picchiata dell'11%. Ma i segnali per essere ottimisti non mancano. «L'avvio non è stato dei più incoraggianti, è vero - spiega Riccardo Borgo, presidente nazionale del Sib, il Sindacato italiano balneari di Confcommercio che insieme alla Federazione italiana balneari associano il 90% stabilimenti italiani ma è già capitato altri anni che si sia recuperato strada facendo».

Si spende meno in ristoranti, bar e servizi e la ricetta degli operatori sembra essere il blocco dei prezzi. Nessun rincaro, insomma, per andare incontro alle difficoltà delle famiglie e frenare la concorrenza straniera, puntando sulla qualità e la quantità dei servizi. Rimini, Riccione, la Toscana, la Puglia che negli ultimi anni ha visto crescere le presenze, non solo italiane. E poi Sicilia e Calabria anche se quest'anno potrebbero essere penalizzate dalla tendenza a scegliere l'automobile come mezzo di trasporto più economico. «Le tipiche mete tengono - racconta Borgo - con qualche buon inserimento soprattutto nel Sud Italia dove colleghi coraggiosi stanno ottenendo buoni risultati in zone come il casertano in Campania e in Basilicata dove non è sempre facile fare impresa».

Alcune novità positive, dunque, ma anche preoccupazione per alcune aree dove la stagione estiva rischia di essere compromessa se non si corre ai ripari il prima possibile. È il caso delle isole laziali di Ponza e Ventotene alle prese con le licenze bloccate per l'attracco ai moli e la messa in sicurezza delle pareti di tufo dopo la morte, lo scorso aprile, due studentesse. «A Ventotene finora è stato fatto molto poco - sottolinea Fabrizio Fumagalli, presidente Sib Lazio - I lavori sono in ritardo, chiediamo che Regione e Provincia intervengano il prima possibile per rilanciare la presenza sull'isola che porta turismo all'intera provincia di Latina». A Ponza non va meglio: la stagione è iniziata tra molte polemiche, dopo un anno i pontili sono ancora sequestrati, gli attracchi dei barcaioli impossibili. «Un danno enorme, nel 2009 aveva provocato un calo delle presenze del 20%, quest'anno sta andando molto peggio senza considerare che il turismo balneare ha delle potenzialità inespresse, basta pensare che la Toscana raccoglie il 10% del turismo balneare italiano, il Lazio appena l'1,5%". A bilanciare il ritardo delle isole la buona partenza delle località più vicine a Roma. Ostia, Fregene e poi Capocotta, Terracina e Fiumicino. «Per adesso sta andando bene, anche grazie a un'offerta eccellente e prezzi molto competitivi - sottolinea Ruggiero Barbadoro, responsabile Lazio della Fiba, la Federazione italiana balneari della Confesercenti - Certo la frequenza nei giorni feriali è minore rispetto il fine settimana, ma il sabato e la domenica già ora stiamo lavorando a pieno ritmo».

E complice anche la tendenza a vacanze più economiche, il mare alle porte della città sembra essere sempre più frequentato. «Del resto possiamo contare su un turismo molto diversificato - prosegue Barbadoro - con mete amate dalle famiglie come Ostia e Capocotta dove arrivano sempre più giovani». Gli stessi che poi, negli stabilimenti, tornano di sera per ballare e bere un bicchiere in compagnia. «Siamo ottimisti perché abbiamo molti impianti innovativi a Terracina, Fregene e Ostia e piani di investimento. Quello che premia, in tempo di crisi, sono le offerte diversificate e i servizi aggiuntivi compresi nel prezzo di ombrelloni e lettini come la doccia calda, le offerte di bibite e snack a prezzi scontati, la possibilità di fare attività come acquagym, pilates all'interno degli stabilimenti che sono sempre più veri e propri villaggi e la presenza di spazi dedicati ai più piccoli anche durante la settimana, quando i genitori ancora lavorano.

E sulla proposta del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, di posticipare all'inizio di ottobre la ripresa dell'anno scolastico, gli operatori del settore sono positivi, ma chiedono anche altro. «Certo così si allungherebbe la stagione recuperando quasi un mese - spiega Cinzia Renzi della Fiavet - Ma bisognerebbe modificare l'intero calendario scolastico, a partire dalle vacanze di Pasqua che quest'anno, complici le elezioni, hanno permesso a molti di partire anche per una settimana». E rivedere, anche, sostengono molti, l'impianto di ferie delle aziende italiane. L'idea, insomma, è di adeguarsi al trend del centro e nord Europa i cui turisti riempiono le strutture italiane dai primi di maggio fino a fine ottobre.

IL CALO DEL 2009 -20% le presenze in meno
BILANCI IN ROSSO -11% Altrove in Europa è andata peggio
I DATI RILEVATI A FINE MAGGIO -22% Ma ci sono forti segnali di ripresa
INGLESI QUASI COME NOI 80% La percentuale di vacanzieri11/06/2010
di  TIZIANA GUERRISI